C’era una volta…

Posted on May 31st, 2008 in Opinioni by Nikola

di Nikola Duper

Delle volte mi capita di ricordare l’infanzia e la mia gioventù. Essendo nato nel 1961, c’è parecchia differenza tra l’epoca che ho vissuto da giovane e quella che sto vivendo attualmente, e spesso mi chiedo se ora sia meglio. All’epoca il mio paese natio si chiamava Jugoslavia ed era, sotto alcuni punti di vista, diverso dall’Italia, ma per molti versi anche simile.
Ricordo molto bene gli anni settanta e ottanta, con qualche immagine, forse un po’ annebbiata, degli anni sessanta. I primi 15 anni della mia vita sono stati molto tranquilli. Rammento bene un certo benessere sia a casa mia, sia presso le persone del mio piccolo paese. Non capivo ancora forse l’unico grande limite, che successivamente mi avrebbe tanto infastidito, quello dell’assenza delle libertà politiche. Ma al di là delle questioni politiche, che nel discorso che voglio fare non c’entrano molto, si percepiva un diffuso entusiasmo, una grande fiducia nel futuro e nell’avvenire. Erano gli anni dell’esplosione di certe rivoluzioni, intendo a livello globale, di musica che ci aiutava a sognare e comunicare, di tecnologie che promettevano dei veri e propri prodigi, di diffusione dei media ecc ecc. Non dimenticherò mai quanto mi entusiasmavano i benefici che avrebbero portato i robot e i computer, trasformando il mondo in un posto ancora più bello da vivere. Si scriveva già dei treni in Giappone che potevano viaggiare sui cuscinetti magnetici raggiungendo delle velocità straordinarie. Dall’Unione Sovietica arrivavano le prime notizie sugli interventi chirurgici per eliminare la miopia. I giornali dicevano che in un vicino futuro l’uomo avrebbe lavorato meno perché le macchine e i computer ci avrebbero aiutati ad avere più tempo per noi.
Oggi, a 46 anni compiuti, nel 2007, mi chiedo che cosa sarà andato storto. Vivo in Italia ma conosco molto bene anche la realtà croata. Ho viaggiato un po’, ho visto qualche altro paese, parlo 3 lingue, mi sono confrontato con molta gente e posso vantare delle amicizie in vari paesi del mondo, ma non mi sembra che ci sia un ottimismo molto diffuso. Come se qualcuno avesse trasformato quel meraviglioso sogno in un incubo. Che sia dovuto all’età? Forse ero troppo giovane per percepire i problemi di allora? Pensandoci bene, non credo.
Siamo in troppi su questo pianeta. L’aria è sempre più inquinata. La terra altrettanto, se non di più. L’acqua scarseggia ed è trattata senza alcun rispetto. Il cibo è di dubbia qualità e spesso manipolato in modo irresponsabile. Le cosiddette risorse rinnovabili sembra che stiano diventando sempre meno rinnovabili perché stiamo consumando senza un minimo di buon senso. La medicina sta diventando sempre di più una questione di affari che di salute pubblica. Recentemente ho partecipato a una tesi di laurea in medicina. Sembrava una tesi in economia, agghiacciante!
La guerra fredda non c’è più, però ora c’è la guerra preventiva (ma voi percepite quanto orrore c’è dietro questa definizione?). È rimasta, almeno sulla carta, una sola superpotenza che esercita senza alcuna pietà la propria arroganza per la “difesa” della propria egemonia commerciale. Il resto del mondo si è ridotto in umili servi o in paesi canaglia o, ancora peggio, in stati terroristi.
L’uomo, almeno quella parte più fortunata che non muore di fame, è sempre più nella morsa del consumismo. Il PIL deve crescere, dobbiamo produrre di più, dobbiamo comprare di più, dobbiamo guadagnare di più, dobbiamo consumare più in fretta, dobbiamo buttare via e poi ricomprare e così all’infinito… magari potesse essere all’infinito. L’unico problema rimasto è che le ore di una giornata sono sempre 24 e non siamo in grado di consumare più di tanto, semplicemente perché non abbiamo tempo. Ma il PIL deve crescere, tutto deve essere più veloce, più produttivo, più frenetico, più efficiente ecc ecc.
E in questa assurda corsa alla felicità possiamo testimoniare che nemmeno i più ricchi sono diventati felici. Il più ricco, forse per questo motivo, ha voluto anche governare l’Italia. Speriamo sia diventato molto felice e che ci lasci in pace. Magari fosse solo lui il problema. Il problema molto più grande è quella classe politica che ha lasciato uno spazio per il suo successo.
Però non facciamoci troppo del male, torniamo ai discorsi meno, anche se non molto meno, frustranti.
E la musica che ci faceva tanto sognare, dov’è finita? Pare nelle mani dell’industria discografica che, una volta arricchitasi con gli artisti di vecchia data, sta “progettando” la nuova musica sulle basi del mercato (maledetto mercato), impedendo di fatto la nascita di nuovi artisti, salvo rare eccezioni e “incidenti” di percorso. Nelle discoteche di oggi gli stupefacenti sono più una necessità che una trasgressione. Come sarebbe altrimenti possibile sopravvivere a quel continuo martellamento che vorrebbe definirsi la “dance music”. I nuovi idoli della grande parte di giovani sono, credo, per la prima volta nella storia dell’umanità, degli oggetti. Gli oggetti che rappresentano il nostro essere, il nostro modo di esistere, un sostituto della nostra mancata personalità. Anche la pubblicità agisce in questo modo subdolo. Attribuisce delle qualità ai prodotti, le qualità che potrai far tue se avrai il denaro per diventare il felice possessore dell’automobile in questione, del telefonino, della maglietta, del gioiello ecc ecc ecc. La “creatività” pubblicitaria sta esaurendo le risorse, stanno entrando “in campo” le coccinelle che fanno il sesso nella macchina dei tuoi sogni, dove ANCHE tu potrai trombare come un riccio… (ah, scusate, parlavo di coccinelle) se aderisci alla promozione in corso. Addirittura una sontuosa scoreggia promuove la straordinaria freschezza di una caramella che, evidentemente, non perde le sue miracolose qualità nemmeno nel processo digestivo. Non voglio immaginare che cosa sarà la prossima invenzione del “creativo” di turno.
I nostri eroi sono i comici. Il nostro mondo è diventato talmente assurdo che Beppe Grillo si guadagna da vivere raccontandoci il nostro incubo quotidiano e ci fa anche ridere. Nemmeno lui sa se è ancora un comico o un predicatore.
E le libertà politiche a cui accennavo prima, che tanto mi mancavano nel paese dove sono nato? Be’, forse voglio esagerare un po’, Tito era un gran simpaticone. Lui ti diceva chiaramente quello che potevi e quello che NON potevi fare. Nella nostra democrazia occidentale tutto è possibile… però…
E i computer? Che fine hanno fatto? Oggi la maggioranza delle persone è convinta che il computer sia Microsoft Windows. L’azienda che ci costringe a buttare via il nostro “vecchio” computer appena ci ha venduto l’ultimo “miglioramento” del suo sistema operativo. Gli unici a gioire sono i produttori dei computer.
E il tempo che i computer ci dovevano regalare? A voi sembra di lavorare meno? Mentre una volta si scriveva una lettera e si attendeva la risposta, ora si manda l’e-mail e, se entro 2-3 minuti non arriva la risposta, si telefona chiedendo le spiegazioni. E i telefoni cellulari? Quante persone conoscono l’esistenza del bottone OFF (spegnimento)? È diventato un dovere sia possederlo, sia rispondere in qualsiasi circostanza: Pronto, non disturba affatto!
E i trasporti? I treni? Vi ricordate i treni a sospensione magnetica? Visto come stanno le cose sembrano più un sogno ora che non 30 anni fa. Che esempio vorreste? Le ferrovie italiane? Il treno ad alta velocità? Il tram padovano?
E le operazioni per eliminare la miopia che iniziavano circa 30 anni fa nell’Unione Sovietica? Le fanno anche oggi. Peccato che sul “mercato” (maledetto mercato) ci siano due macchine, una buona e una che ti rovina un po’ il cristallino e di notte ci vedi non benissimo. Ma non possono buttarla via, questioni di mercato. E le case farmaceutiche? Quelle che pagano il vostro medico di “fiducia” in forma di viaggi e regali vari per prescrivervi proprio quella medicina che fanno loro.
E le compagnie telefoniche? Quelle che fanno le offerte nelle quali è chiaro solo che non si capisce chi è più o meno conveniente. Quelle che non comunicano nemmeno all’interno della loro azienda. Quelle che non hanno un indirizzo, una persona responsabile ma ti risponde sempre lo stesso umanoide con la frase stereotipata: come posso aiutarla? Ma questo tema meriterebbe non un articolo, ma un sito intero e resterebbe ancora da dire e da chiedersi se questo è il progresso.
E la tecnologia? Sì, ha fatto un po’ di passi ma si ferma regolarmente se per strada trova una chiazza di petrolio. È olio, lo sappiamo, si scivola. Quel petrolio che ha fatto da volano del nostro mondo moderno si è trasformato in uno strumento di efficace auto estinzione. D’altronde si diceva prima che eravamo in troppi su questo pianeta, se mi permettete questa considerazione cinica.
Che cosa produrrà questo, credo si possa definire, disastro globale? Forse la nascita delle piccole comunità che inizieranno a riconsiderare certi valori e i modi per essere felici. Forse si troveranno altri modi per dar da mangiare e bere a questo mare di persone che cresce di giorno in giorno. Non lo so. So soltanto che qualsiasi cosa succeda sarà qualcosa di proporzioni mai viste prima, che sia un miracolo o un cataclisma.

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