L’economia della terra bruciata
di David Galland, caporedattore di Casey Report
http://www.kitcocasey.com/displayArticle.php?id=2133
La Casey Research è stata per molto tempo considerata pessimista per le sue previsioni sull’economia. In un articolo dell’agosto 2005, dal drammatico titolo “Approfittare della fine della civiltà occidentale”, Doug Casey guarda al futuro e all’inflazione che le politiche monetarie del governo inevitabilmente comporteranno:
“Di particolare importanze è il fatto che il dollaro statunitense è stato usato per decenni da altri paesi per sostituire l’oro. Ciò è stato molto vantaggioso per gli Stati Uniti; possiamo creare una quantità pressoché infinita di dollari e darli a persone in altri paesi in cambio di vera ricchezza. Stupidamente le banche centrali estere hanno conservato quei dollari come garanzia per le proprie valute.
Queste quantità sono talmente aumentate, e il tragico destino del dollaro è diventato talmente palese, che i banchieri delle banche centrali ora si guardano e chiedono chi ne uscirà per primo. Molte banche si stanno spostando dal dollaro verso altre valute, che a loro volta sono sostenute perlopiù da altro denaro di carta, soprattutto dollari. A un certo punto ci sarà una tale corsa per liberarsi dal dollaro statunitense da far passare in secondo piano tutti i disastri finanziari della storia”.
E nello stesso articolo Casey predisse l’attuale collasso della bolla speculativa immobiliare che questo uso sconsiderato del denaro ha reso possibile:
“Gli avvenimenti attuali sul mercato immobiliare sono molto simili alla bolla tecnologica, ma potenzialmente molto, molto più seri di ciò che accadde con le azioni qualche anno fa”.
Oggi, tre anni dopo, si sta delineando il triste scenario che Doug Casey aveva previsto. Puntualmente l’economia e i mercati si stanno dirigendo inesorabilmente verso un periodo che potrebbe essere chiamato “la fase della terra bruciata”. Anche uno sguardo veloce agli stessi pilastri dell’economia statunitense conferma quanto sia azzeccata questa espressione. Guardiamo per esempio le aziende finanziarie, la fetta più grande dell’indice S&P 500: finora hanno subito una perdita di quasi mezzo bilione di dollari, ed è altamente probabile che le perdite aumenteranno molto di più. Fatta eccezione per la Bear Sterns, le grandi aziende finanziarie sono riuscite a mettere insieme miliardi di dollari per far quadrare i loro bilanci, ma le loro risorse saranno presto esaurite. I ricavi netti della Morgan Stanley, per esempio, nel passato trimestre sono piombati dell’85 %, perdendo nel reddito fisso e nella compravendita.
Nel frattempo il disastro immobiliare continua e andrà avanti per almeno un anno o due nella migliore delle ipotesi, però il calo potrebbe durare anche dai 5 ai 10 anni.
Quindi abbiamo un tracollo del mercato azionario e contemporaneamente un tracollo della maggior parte del patrimonio netto delle persone, le loro case.
E questo è solo l’inizio! Bisogna anche considerare il fatto che il Messico, il terzo fornitore di petrolio degli Stati Uniti, quasi certamente smetterà di esportare il petrolio entro i prossimi 4-6 anni. E invece di andare avanti con iniziative per aprire alle nuove fonti energetiche, il congresso USA sostiene che qualsiasi tipo di energia a disposizione diventerà solo più cara, non più economica. Naturalmente, visto che l’energia serve alla produzione di tutto, aumenterà il costo di tutto. A questo proposito non vi devo certo ricordare l’aumento dei prezzi degli alimenti. Nel tempo si creeranno nuove piantagioni che aiuteranno a riabbassare questi prezzi, ma ci vorranno anni, e nel frattempo i costi per fare il pieno ai trattori e portare gli alimenti al mercato continueranno ad aumentare.
Cosa fare di fronte a questo tracollo, e come investire? Ricordiamo che durante l’ultimo mercato di rialzo per beni materiali, negli anni ‘70, il miglior investimento era il petrolio, seguito da oro, monete, argento e francobolli. Oggi, gli strumenti di investimento che si possono utilizzare sono gli ETF, i fondi comuni di investimento (anche se bisogna fare attenzione a distinguere la varietà più forte da quella più sospetta). Mentre questi fondi però richiedono ancora pazienza, il miglior investimento per il futuro che si possa fare al momento rimangono le azioni aurifere di alcune società di esplorazione canadesi, che al momento sono molto sottovalutate, ma non lo rimarranno per molto.
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