La coltivazione di biomasse non deve essere responsabile della fame
Di Matthias Brake
Fonte: http://www.heise.de/tp/blogs/2/110697
La coltivazione contemporanea di piante per l’alimentazione e per la produzione di olio funziona anche senza perdite del raccolto e senza pesticidi.
Nei campi sperimentali dell’istituto per l’agricoltura biologica viene attualmente prodotto il carburante per le macchine agricole stesse, e in più le piante avanzano.
La produzione dei biocarburanti è stata criticata perché viene ritenuta corresponsabile dell’aumento dei prezzi degli alimenti in tutto il mondo.
Ma la produzione di biocarburante e di piante alimentari non devono necessariamente escludersi.
Sentiamo Gerold Rahmann, il direttore dell’istituto per l’agricoltura biologica: “Abbiamo sviluppato un concetto di coltivazione dove viene seminata, assieme alla coltura principale ‘per il piatto’ una coltura aggiuntiva per il carburante, ‘per il serbatoio’.”
Gli esperimenti sono stati condotti con la coltivazione mista di frumento e dorella coltivata nello stesso campo. I diserbanti non erano necessari, poiché le erbe infestanti sono state sostituite dalla coltura secondaria. Se piante diverse stanno nello stesso campo, si possono integrare. Se una delle piante è debole, è comunque garantito il raccolto dell’altra, e in più si stabilizzano a vicenda, per esempio in caso di grandinate. Inoltre, la coltivazione di legumi arricchisce il suolo di azoto, un fertilizzante naturale. Questo concetto offre la possibilità alle aziende agricole di utilizzare l’olio vegetale come carburante per le macchine agricole a impatto climatico zero, senza che nasca il bisogno di ulteriori terreni.
Sono stati fatti esperimenti con diverse colture miste: colza con cereali, senape con piselli, zafferanone con lupini o lino con frumento. La dorella coltivata si è dimostrato un’ottima pianta da accostare a piselli, lupini e frumento. Con questo tipo di coltivazione “piatto e serbatoio” era possibile ottenere 3 tonnellate di piselli per ettaro, e in più di produrre 250 litri di olio di dorella coltivata. Meno redditizi erano gli esperimenti con la dorella in mezzo al frumento estivo, con soli 150 litri d’olio per ettaro oltre al raccolto del frumento. Per coltivare un ettaro servono 80-150 litri di olio vegetale annui come carburante per le macchine agricole. Questa quantità viene superata grazie al raccolto aggiuntivo.
Inoltre l’olio vegetale ha un ottimo bilancio ecologico come prodotto aggiuntivo della produzione di alimentari. A partire dall’autunno 2008 un reparto dell’istituto, situato nello Schleswig-Holstein, passerà all’uso esclusivo di carburante vegetale di propria produzione. L’obbiettivo del direttore Rahmann è quello di produrre la stessa quantità di alimentari di prima e inoltre ottenere il carburante necessario sulla stessa superficie coltivata.
Post a comment
You must be logged in to post a comment.