Si parla di nucleare di quarta generazione, ma intanto…

Posted on March 25th, 2009 in Ambientalismo, Politica by Nikola

di Irma Marano

Da sede di Centrale nucleare a sito di stoccaggio per scorie nucleari: la storia della centrale Nucleare del Garigliano.

Il 18 marzo 2009 si è riunita la Consulta ANCI dei Comuni Sede di Servitù Nucleari cui aderiscono i Comuni che ospitano sul proprio territorio impianti relativi alla passata stagione del nucleare, quali Bosco Marengo, Trino Vercellese, Caorso, Roma, Latina, Sessa Aurunca, Rotondella, Ispra e Saluggia.

Nel corso del meeting i sindaci dei paesi coinvolti hanno chiesto una riunione urgente con il ministro Scajola per avere delucidazioni su quelle che sono le vecchie “questioni aperte” del nucleare di prima generazione: ossia la dismissione dei vecchi siti nucleari e la riqualificazione e rivalutazione delle aree interessate. Tutto ciò coscienti del fatto che in questi giorni in Commissione Industria del Senato terrà banco il tema del rilancio del nucleare e per aprire una nuova stagione nucleare sarebbe il caso di chiudere con il passato in sospeso!!!

Ma se non fossimo in Italia la situazione sembrerebbe a dir poco paradossale! Neppure cinque giorni prima sulla Gazzetta Ufficiale – 5a Serie Speciale – Contratti Pubblici n. 31 del 13-3-2009, la SO.G.I.N.- Società Gestione Impianti Nucleari pubblicava un bando di gara per la realizzazione di un deposito per lo stoccaggio temporaneo di rifiuti radioattivi (D1) presso la Centrale nucleare del Garigliano, nel comune di Sessa Aurunca.
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Dunque un luogo per lo stoccaggio almeno temporaneo – ma in Italia il «temporaneo» impiega poco a divenire «definitivo» – lo Stato italiano lo ha individuato se la Sogin (la società del Tesoro che si occupa dello smantellamento degli impianti nucleari italiani) ha deciso di stanziare 7.193.150,00 Euro per la costruzione di un deposito di scorie nucleari proprio presso una delle ex centrali nucleari italiane che ha registrato il maggior numero di incidenti nel corso della sua vita: 18 incidenti tra il 1963 e il 1982 (anche se solo nel 1980 vi fu la prima segnalazione ufficiale ai comuni limitrofi di un incidente dovuto a infiltrazioni di acqua di falda nei sotterranei della centrale dove c’erano i contenitori di stoccaggio delle resine provenienti dal sistema di purificazione delle acque del reattore della centrale.)

Naturalmente, il raziocino vuole che il “criterio di aggiudicazione” dell’appalto sia in base all’offerta economicamente più vantaggiosa. Il risparmio è essenziale, poi in un periodo dio crisi, figuriamoci!

Il tutto sembra paradossale se si considera che la popolazione “sembra non essersi accorta di nulla”, così come sembra non aver percepito alcun giovamento dalla legge 368/2003 che, tra le altre cose, destinava risorse per compensare i territori sedi di servitù nucleari; risorse che –a quanto affermato da Fabio Callori, sindaco di Caorso e presidente della Consulta dell’Anci- negli ultimi anni hanno subito tagli del 70 per cento, facendo perdere ai Comuni interessati almeno 200 milioni.

Comunque il 10 aprile sarà il termine ultimo per presentare domanda di partecipazione all’aggiudicazione dell’appalto e in 540 giorni lavorativi il nuovo sito di stoccaggio vedrà la luce.

Ai posteri l’ardua sentenza!

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