Meglio attivi oggi che radioattivi domani

Pubblicato il April 6th, 2009 in Ambientalismo, Economia da Nikola

di Gianni Mattioli (tratto dalla rivista Gaia)

Che da un pugno di metallo scintillante, l’uranio, si possa tirar fuori tanta energia quanta da una montagna di carbone sporco è cosa affascinante, ma questo fenomeno ha un compagno di strada meno affascinante: la radioattività. È dal 1896 che non siamo riusciti a vincere la sfida scientifica di dominare la radioattività. Da qui il rischio per le popolazioni ed i lavoratori. Lo smantellamento della centrale nucleare del Garigliano è stato promesso da anni e ora si discute di bonifica delle trincee contenenti rifiuti solidi radioattivi o della stabilità sismica del camino. Basterebbe riflettere sul fatto che ci si interroghi se abbattere il camino o bonificare le trincee prima o dopo, alla luce delle dosi di radiazioni che nell’uno o nell’altro caso sarebbero assunte dalla popolazione e dai lavoratori addetti, per comprendere quanto un impianto nucleare sia profondamente diverso da un altro qualsiasi impianto industriale, proprio a causa del fatto che qui abbiamo a che fare con il grave rischio associato ai materiali radioattivi: malattie degenerative ed effetti ereditari.

Il signoraggio bancario spiegato in 6′40”

Pubblicato il March 16th, 2009 in Blog TV, Economia da Nikola

interviste, riprese e montaggio: Nikola Duper

Parlano Marco Della Luna, Pierluigi Paoletti e Nino Galloni.

Si ringrazia Nexus per aver concesso le interviste ai partecipanti del convegno.

If you can see this, then you might need a Flash Player upgrade or you need to install Flash Player if it's missing. Get Flash Player from Adobe.

L’attuale crisi economica

Pubblicato il March 15th, 2009 in Blog TV, Economia da Nikola

intervista, riprese e montaggio di Nikola Duper

Parla dott. Nino Galloni, economista.

Si ringrazia Nexus per aver concesso le interviste ai partecipanti del convegno.

If you can see this, then you might need a Flash Player upgrade or you need to install Flash Player if it's missing. Get Flash Player from Adobe.

Šcec, riduzione del prezzo

Pubblicato il March 14th, 2009 in Blog TV, Economia da Nikola

intervista, riprese e montaggio di Nikola Duper

Parla Pierluigi Paoletti, Analista finanziario e Presidente dell’Arcipelago Šcec

si ringrazia Nexus per aver concesso le interviste ai partecipanti del convegno.

If you can see this, then you might need a Flash Player upgrade or you need to install Flash Player if it's missing. Get Flash Player from Adobe.

La tendopoli di Sacramento: La seconda grande depressione?

Pubblicato il March 9th, 2009 in Economia, Politica da Nikola

di Nikola Duper

La sera del 7 marzo facevo il consueto giro informativo presso i vari siti internazionali, tra i quali anche alcuni croati. Nella prima pagina di uno dei maggiori quotidiani croati, Vecernji List, vedo una notizia, con tanto di foto, che mi lascia davvero a bocca aperta. Si parla di una tendopoli, in periferia di Sacramento, nella ricca California. L’articolo racconta che ci sono già circa 1200 persone, rimaste senza nulla a causa della crisi economica, e che l’affluenza giornaliera è di circa 50 persone.

La Francia ci sta rifilando il secondo “pacco”: il nucleare EPR

Pubblicato il February 26th, 2009 in Ambientalismo, Economia, Politica da Nikola

di Michele Boato – Ecoistituto Italia

Dopo la Tav, di gran lunga meno efficiente dell’italiano Pendolino, la Francia ci sta rifilando il secondo “pacco”: il nucleare EPR

Berlusconi ha firmato con Sarkozy un’intesa pesantissima sia dal punto di vista economico che ambientale, con l’assurda idea di un ritorno al nucleare in Italia, proprio all’indomani del voto del suo definitivo abbandono anche negli Stati Uniti:

Attualmente sono ancora in costruzione le prime 2 centrali nucleari EPR una in Finlandia, dove i costi sono schizzati dai 3 miliardi di euro preventivati a 5,5 miliardi, con 38 mesi di ritardo nei lavori, ed una in Francia, dove la centrale di Flamandville (con partecipazione ENEL) ha subìto ripetute interruzioni per la scarsa qualità nei lavori.

Ci raccontano che, grazie alla tecnologia EPR, il volume delle scorie radioattive (uno dei problemi irrisolti del nucleare) si dovrebbe ridurre del 30%. Ma non si precisa che le scorie prodotte da queste centrali sono molto più radioattive di quelle degli impianti classici, e pongono insormontabili problemi tecnici per il loro smaltimento, come risulta dal rapporto 2008 dell’azienda di trattamento delle scorie radioattive, la finlandese Posiva.

Naturalmente saranno i cittadini a sostenerne i costi economici ed ambientali.

Ci si chiede: cosa aspetta il governo italiano, invece di continuare a sperperare denaro pubblico in tecnologie obsolete e pericolose, ad imboccare la via dell’efficienza e delle energie rinnovabili?

L’intervista ad Eugenio Benetazzo

Pubblicato il October 16th, 2008 in Economia da Nikola

di Giovanna Canzano

Sei descritto come primo ed unico predicatore finanziario in Italia, e, naturalmente avevi avvisato in anticipo che si poteva ripetere un crash finanziario sui mercati azionari e valutari simile a quello avvenuto nel 1929: in America quanto ha influito il problema dei mutui e come?

In realtà la crisi dei subprime rappresenta una conseguenza e non un fattore scatenante: ci troviamo infatti innanzi alla fase terminale del turbocapitalismo (volgarmente conosciuto con il termine di globalizzazione). Questa fase terminale è causata dalla convergenza di quattro macrotematiche strutturali fra di loro separate, ma al tempo stesso contigue: la politica sociale per le garanzie ipotecarie sui mutui, le delocalizzazioni selvagge del WTO, l’utilizzo dei processi di titolarizzazione bancaria per aumentare a dismisura la capacità ed erogazione di debiti da parte degli istituti di credito ed infine la fuorviante politica monetaria statunitense che in due epoche temporali troppo ristrette è passata da una fase espansiva ad una restrittiva creando i presupposti per una incontrollata “tonnara sociale”.

Gorbaciov: siamo al declino dell’impero americano

Pubblicato il October 13th, 2008 in Economia, Politica da Nikola

di Giulietto Chiesa, Megachip – da la Stampa
Mikhail Gorbaciov guarda sfilare, sugli schermi della CNN, le cifre della catastrofe finanziaria americana che dilaga nelle borse di tutto il mondo. Non e’ roba allegra, ma lui non riesce a trattenere un sogghigno. “Questo non potranno dire che e’ colpa del comunismo…., o della Russia. Questo se lo sono creato da soli, con le loro mani. Il prestigio degli Stati Uniti ne esce demolito, e anche il modello economico e sociale che hanno imposto al mondo intero con la loro globalizzazione selvaggia”

Once we were bankers

Pubblicato il September 19th, 2008 in Economia da Nikola

di Eugenio Benetazzo

Once we were bankers, cioè una volta eravamo banchieri, così si presenteranno tra dieci anni davanti ad una pinta di birra in un qualche squallido pub di alcolizzati, molti consiglieri di amministrazione di istituti di credito e di banche d’affari che sono destinati a fallire nei prossimi trimestri. Ormai le prime pagine dei giornali si sprecano con titoli sempre più drammatici del tipo siamo innanzi ad un altro 29, i mercati collassano come nel 29, panico in borsa come nel 29 e così via ricalcando su questo stile. E pensare che quando due anni fa scrissi prima, Duri e Puri: Aspettando un nuovo 1929, e successivamente, Best Before: Preparati al peggio, venni letteralmente bannato come un ridicolo catastrofista e censurato da quasi tutti i forum finanziari per il pessimismo ostentato.

Brontolo, Pisolo e Jesolo

Pubblicato il September 17th, 2008 in Economia da Nikola

di Eugenio Benetazzo

Cominciamo a fare un bilancio a consuntivo sulla fine dell’ultima stagione turistica e vediamo se troviamo dei punti di tangenza con il più grande salvataggio finanziario della storia americana sui due colossi Fannie Mae e Freddie Mac. In prima battuta abbiamo i mass media che sembrano non accorgersi di come in Italia ci sia stato un crollo delle presenze turistiche, stiamo parlando di un milione di turisti in meno, corrispondenti a un – 35 % per le giornate feriali ed un – 15 % nei weekend. Dati che fanno decisamente crollare una delle industrie più floride che avevamo un tempo in Italia: quella turistica.

Next Page »