Le macerie invisibili

Pubblicato il February 18th, 2009 in Opinioni da Nikola

di Nikola Duper

Si sa, le guerre lasciano le macerie. E dopo le macerie arriva la reazione. La voglia di ricostruire. Il desiderio di riscatto. Tra le mille difficoltà l’essere umano tira fuori il meglio di sé, si rimbocca le maniche e costruisce un nuovo paese, una nuova città, una nuova casa. E come se fosse un nuovo inizio, un paese che nasce di nuovo o nasce per la prima volta. Hai una tavola bianca tutta da riscrivere.

Sono nato nel 1961, in un altro paese, e quindi non ricordo l’immediato dopo guerra ma ricordo bene quella scia di entusiasmo di un paese che stava crescendo.

Da ormai molti anni vivo in Italia ma il concetto di sviluppo e di crescita non è molto diverso. Ho potuto osservare e in qualche modo anche partecipare a questa evoluzione, o presunta tale.

Da diversi anni però qualcosa di strano sta succedendo. Sembra sia subentrata una specie di declino. Un declino pesante, politico, morale, etico, economico, spirituale. Osservo intorno a me l’accumularsi di macerie, questa volta invisibili però forse ancora più pesanti, ancora più difficili da sopportare. E la reazione? Mi pare confusa, frastagliata, faziosa, interessata, egoista.

Che tipo di svolta potranno dare le macerie invisibili? Forse la tavola questa volta non è più bianca ed è difficile riscriverla in mezzo alle macchie e la sporcizia.

Alla fine, rileggendo ciò che ho scritto, sembra quasi la parabola di una vita. Forse, arrivati a un certo punto, così come nella natura, è necessario rinascere per poter trovare di nuovo la tavola bianca.

Rinascere, a prescindere da cosa questo significhi.

2012 e dintorni

Pubblicato il October 17th, 2008 in Opinioni da Nikola

di Nikola Duper

Man mano come ci avviciniamo al fatidico anno, e alla fatidica data del 21 dicembre, si moltiplicano gli articoli, le conferenze, i siti internet, i libri, le trasmissioni televisive, i dibattiti ecc su questo affascinante tema. Che cosa succederà? O che cosa non succederà? I poli si invertiranno? La rotazione della Terra si fermerà per poi riprendere in senso inverso? Ci sarà una catastrofe? Crollerà il sistema capitalista? Ci sarà una svolta spirituale e il mondo sarà pieno di vari Gesù, Buddha, Maometto, Krishna, Mosè che predicheranno ai propri simili, maestri anche loro, tutti grandi maestri, nessuno escluso?
Abbiamo già aspettato il decimo pianeta, l’arrivo degli alieni, l’arrivo del nuovo Messia è sempre attuale, l’età del Acquario è forse già iniziata. E mentre aspettiamo, in questo momento il 2012, intanto continuiamo a vivere la nostra vita incoerente: inquiniamo, consumiamo, offendiamo, insultiamo, manchiamo di rispetto, desideriamo l’impossibile, disprezziamo i piccoli tesori che abbiamo già, non condividiamo, viviamo il nostro piccolo mondo egoista, non rispettiamo la Madre Terra ecc ecc, continuate pure l’elenco, io l’ho abbreviato per motivi di spazio.

Autoscatti sexy di una minorenne e una società oscena maggiorenne

Pubblicato il June 28th, 2008 in Opinioni da Nikola

di Nikola Duper

Anche se in questi tempi è molto facile scandalizzarsi, per un motivo o l’altro, oggi mi è balzato agli occhi un articolo intitolato: “Ragazzina vende autoscatti sexy per comprare abiti firmati”.
Nell’articolo c’è un sacerdote che, giustamente, osserva l’emergenza educativa e la banalizzazione del corpo, ma nella conclusione del testo si osserva l’inquietudine (non si capisce di chi) “per una mancata direttiva del ministero per i telefonini a scuola sempre più disattesa e inefficace”. Al di là della illogicità della frase (se la direttiva è mancata come fa essere efficace o inefficace?) mi pare che il giornalista, o chi per lui, non abbia colto il vero problema.

C’era una volta…

Pubblicato il May 31st, 2008 in Opinioni da Nikola

di Nikola Duper

Delle volte mi capita di ricordare l’infanzia e la mia gioventù. Essendo nato nel 1961, c’è parecchia differenza tra l’epoca che ho vissuto da giovane e quella che sto vivendo attualmente, e spesso mi chiedo se ora sia meglio. All’epoca il mio paese natio si chiamava Jugoslavia ed era, sotto alcuni punti di vista, diverso dall’Italia, ma per molti versi anche simile.
Ricordo molto bene gli anni settanta e ottanta, con qualche immagine, forse un po’ annebbiata, degli anni sessanta. I primi 15 anni della mia vita sono stati molto tranquilli. Rammento bene un certo benessere sia a casa mia, sia presso le persone del mio piccolo paese. Non capivo ancora forse l’unico grande limite, che successivamente mi avrebbe tanto infastidito, quello dell’assenza delle libertà politiche. Ma al di là delle questioni politiche, che nel discorso che voglio fare non c’entrano molto, si percepiva un diffuso entusiasmo, una grande fiducia nel futuro e nell’avvenire.