<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title> &#187; Opinioni</title>
	<atom:link href="http://blog.duper.org/sito/category/opinioni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://blog.duper.org/sito</link>
	<description>Informazione indipendente, Ecologia, Energia Rinnovabile, Software libero, Misteri, Spiritualità, Ambientalismo</description>
	<lastBuildDate>Mon, 19 Oct 2009 10:58:42 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.5</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Stipendiati o rovinati dal Cavaliere</title>
		<link>http://blog.duper.org/sito/2009/09/06/stipendiati-o-rovinati-dal-cavaliere/</link>
		<comments>http://blog.duper.org/sito/2009/09/06/stipendiati-o-rovinati-dal-cavaliere/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 00:19:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nikola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.duper.org/sito/?p=255</guid>
		<description><![CDATA[di Nikola Duper
Devo dire che ogni tanto consulto anche le testate giornalistiche con le quali, generalmente, non sono molto d&#8217;accordo. Quindi a casa mia non è bandito né Emilio Fede né Il Giornale o simili. Conoscere le opinioni di coloro che non trovano quasi mai il mio consenso mi sembra comunque un dovuto atto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Nikola Duper</strong><em></em></p>
<p><a href="http://blog.duper.org/sito/wp-content/uploads/2009/09/moneybag.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-256" style="margin-left: 2px; margin-right: 2px;" title="moneybag" src="http://blog.duper.org/sito/wp-content/uploads/2009/09/moneybag-150x150.png" alt="moneybag" width="150" height="150" /></a>Devo dire che ogni tanto consulto anche le testate giornalistiche con le quali, generalmente, non sono molto d&#8217;accordo. Quindi a casa mia non è bandito né Emilio Fede né Il Giornale o simili. Conoscere le opinioni di coloro che non trovano quasi mai il mio consenso mi sembra comunque un dovuto atto di onestà intellettuale.</p>
<p>Infatti oggi, 5 settembre, ho aperto Il Giornale trovando un articolo intitolato <em>«Tutti quelli che urlano al “regime&#8221; ma sono stipendiati dal Cavaliere»</em>, a firma di Angelo Crespi. L&#8217;articolo risponde all&#8217;appello di tre giuristi &#8211; Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky &#8211; in difesa della libertà di stampa pubblicato sulla Repubblica. La logica, si fa per dire, è alquanto strana. L&#8217;autore dice:<span id="more-255"></span></p>
<p><em>«Suona infatti strano che alcuni tra gli scrittori e uomini di spettacolo (Saviano, Giordano, Augias, Lucarelli, Bisio, Aldo, Giovanni e Giacomo&#8230; ) che hanno firmato l’appello di Repubblica contro Berlusconi e in difesa della libertà di stampa e di pensiero siano in realtà pagati o lautamente pagati dalle aziende proprio di Berlusconi.»</em></p>
<p>Quindi, secondo il buon Crespi, Aldo, Giovanni e Giacomo dovrebbero tenere le bocche ben cucite perché non sono pagati per pensare ma per far ridere. E per Claudio Bisio è meglio che conduca il Zelig piuttosto che rischiare un brutto voto in condotta dal suo Padre Padrone. Ma cerchiamo di capire meglio il “ragionamento”:</p>
<p><em>«Immaginate che i più feroci e fieri oppositori del fascismo fossero stati al contempo gli intellettuali più vezzeggiati e pagati dallo stesso regime. Immaginate, per esempio, che i contestatori del Duce non fossero stati messi al confino, su qualche remota isola, in galera o costretti all’esilio, in Francia e Svizzera, ma mantenuti pubblicamente dal Minculpop (Ministero del Governo Italiano del Regno d&#8217;Italia col compito di controllo e organizzazione della propaganda del fascismo) e omaggiati con importanti collaborazioni alle riviste del partito. Immaginate Gramsci non in carcere, ma editorialista di punta di Primato. La cosa sarebbe sembrata quantomeno bizzarra.»</em></p>
<p>Curioso il parallelo che lo stesso autore traccia tra le aziende controllate da Berlusconi e il Min.cul.pop. Mi pare di capire che, visto che questo “scandalo” non sarebbe mai accaduto durante il ventennio, sia assurdo che possa accadere oggi. Quindi Augias, Saviano, Giordano ecc. sono “mantenuti” dalle aziende di Berlusconi e di conseguenza devono stare zitti. Zitti loro perché “mantenuti”, zitta la Repubblica perché se no paga un milione, zitta l&#8217;Unità perché se no paga due milioni, zitte le istituzioni europee se non comunicano così come aggrada al nostro Padre Padrone. Guai a chi apre bocca, a meno che non sia una avvenente ragazza ma, se ci penso bene, forse è un&#8217;altra cosa.</p>
<p>Ma l&#8217;autore va oltre e afferma, in sintesi:</p>
<p><em>«</em><em>Grazie a loro Mondadori e Mediaset hanno avuto introiti che di quegli stipendi sono multipli, e grazie anche a loro sono di fatto la casa editrice e la televisione più importanti d’Italia. Grazie anche a loro, Berlusconi è ricco e potente. È giusto che Saviano, Giordano e Bisio si arricchiscano e di fatto abbiano un potere e un&#8217;autorevolezza nel mondo della cultura e massmediatico e che con loro cresca la ricchezza di Berlusconi e il suo potere. Anzi questo dimostra che siamo in democrazia, c’è piena libertà, Berlusconi è insomma un mecenate. Giordano e Bisio che in virtù della loro coerenza e libertà (lavorare al soldo di chi criticano) dimostrano l’assenza di regime e la libertà di pensiero. Oppure che essi sono dei fiancheggiatori. Ed è per questo che Cordero, Rodotà, Zagrebelsky, se convinti veramente del loro assioma, avrebbero dovuto sdegnosamente non accettare la firma di Saviano, Giordano e Bisio.</em><em>»</em></p>
<p><em></em> Astuto teorema, devo dire. Insomma, detto in poche parole: ci piacerebbe aver comprato, con il congruo compenso professionale, anche il vostro cervello, ma visto che evidentemente non è così dovete stare zitti perché non siete coerenti. Nel caso non doveste stare zitti, non dovrebbero darvi retta perché avete venduto l&#8217;anima al demonio. Fantastico, non c&#8217;è che dire.</p>
<p>In chiusura si chiarisce lo scopo dell&#8217;articolo:</p>
<p><em>«</em>In appendice mi piacerebbe chiedere a Cordero, Rodotà, Zagrebelsky, al di là dell’opportunità politica, come Berlusconi possa difendere la propria immagine e se appellarsi a un tribunale sia un atto illiberale e di intimidazione. Un antico broccardo insegna che «qui iure suo utitur neminem laedit» (Colui che esercita un proprio diritto, non lede nessuno).<em>»</em></p>
<p>La frase forbita ad personam. Certo, se non conoscessimo tutti gli retroscena, questa tesi sarebbe sacrosanta. L&#8217;autore ignora però alcuni fatti. Per quanto riguarda l&#8217;immagine di Berlusconi, be&#8217;, penso che prima di passare per le aule di un tribunale dovrebbe rivedere certi suoi atteggiamenti, a dir poco, esuberanti. Che si tratti di Naomi o della Regina Elisabetta, attenzione sig. Presidente, ci rappresenta tutti, sessanta milioni di cittadini. Parlando di diritti dobbiamo stare attenti solo a quelli del sig. Berlusconi o possiamo, eventualmente, prendere in considerazione anche quelli di Europa 7, giusto per citarne uno?</p>
<p>Non è un diritto, per un Presidente del Consiglio, querelare un giornale chiedendo un enorme risarcimento, ma è invece un dovere rispondere alle domande che gli vengono poste da mesi. È un dovere verso i cittadini, che certamente saranno in grado di capire se le domande siano state inopportune o no. Non credo che i risarcimenti milionari possano dimostrare qualcosa. Possono soltanto creare un clima di paura e incertezza che ha generato l&#8217;appello in questione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.duper.org/sito/2009/09/06/stipendiati-o-rovinati-dal-cavaliere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le macerie invisibili</title>
		<link>http://blog.duper.org/sito/2009/02/18/le-macerie-invisibili/</link>
		<comments>http://blog.duper.org/sito/2009/02/18/le-macerie-invisibili/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 05:07:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nikola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.duper.org/sito/?p=108</guid>
		<description><![CDATA[di Nikola Duper
Si sa, le guerre lasciano le macerie. E dopo le macerie arriva la reazione. La voglia di ricostruire. Il desiderio di riscatto. Tra le mille difficoltà l&#8217;essere umano tira fuori il meglio di sé, si rimbocca le maniche e costruisce un nuovo paese, una nuova città, una nuova casa. E come se fosse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>di Nikola Duper</strong></em></p>
<p>Si sa, le guerre lasciano le macerie. E dopo le macerie arriva la reazione. La voglia di ricostruire. Il desiderio di riscatto. Tra le mille difficoltà l&#8217;essere umano tira fuori il meglio di sé, si rimbocca le maniche e costruisce un nuovo paese, una nuova città, una nuova casa. E come se fosse un nuovo inizio, un paese che nasce di nuovo o nasce per la prima volta. Hai una tavola bianca tutta da riscrivere.</p>
<p>Sono nato nel 1961, in un altro paese, e quindi non ricordo l&#8217;immediato dopo guerra ma ricordo bene quella scia di entusiasmo di un paese che stava crescendo.</p>
<p>Da ormai molti anni vivo in Italia ma il concetto di sviluppo e di crescita non è molto diverso. Ho potuto osservare e in qualche modo anche partecipare a questa evoluzione, o presunta tale.</p>
<p>Da diversi anni però qualcosa di strano sta succedendo. Sembra sia subentrata una specie di declino. Un declino pesante, politico, morale, etico, economico, spirituale. Osservo intorno a me l&#8217;accumularsi di macerie, questa volta invisibili però forse ancora più pesanti, ancora più difficili da sopportare. E la reazione? Mi pare confusa, frastagliata, faziosa, interessata, egoista.</p>
<p>Che tipo di svolta potranno dare le macerie invisibili? Forse la tavola questa volta non è più bianca ed è difficile riscriverla in mezzo alle macchie e la sporcizia.</p>
<p>Alla fine, rileggendo ciò che ho scritto, sembra quasi la parabola di una vita. Forse, arrivati a un certo punto, così come nella natura, è necessario rinascere per poter trovare di nuovo la tavola bianca.</p>
<p>Rinascere, a prescindere da cosa questo significhi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.duper.org/sito/2009/02/18/le-macerie-invisibili/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>2012 e dintorni</title>
		<link>http://blog.duper.org/sito/2008/10/17/2012-e-dintorni/</link>
		<comments>http://blog.duper.org/sito/2008/10/17/2012-e-dintorni/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 10:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nikola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.duper.org/sito/?p=94</guid>
		<description><![CDATA[di Nikola Duper
Man mano come ci avviciniamo al fatidico anno, e alla fatidica data del 21 dicembre, si moltiplicano gli articoli, le conferenze, i siti internet, i libri, le trasmissioni televisive, i dibattiti ecc su questo affascinante tema. Che cosa succederà? O che cosa non succederà? I poli si invertiranno? La rotazione della Terra si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>di Nikola Duper</strong></em></p>
<p>Man mano come ci avviciniamo al fatidico anno, e alla fatidica data del 21 dicembre, si moltiplicano gli articoli, le conferenze, i siti internet, i libri, le trasmissioni televisive, i dibattiti ecc su questo affascinante tema. Che cosa succederà? O che cosa non succederà? I poli si invertiranno? La rotazione della Terra si fermerà per poi riprendere in senso inverso? Ci sarà una catastrofe? Crollerà il sistema capitalista? Ci sarà una svolta spirituale e il mondo sarà pieno di vari Gesù, Buddha, Maometto, Krishna, Mosè che predicheranno ai propri simili, maestri anche loro, tutti grandi maestri, nessuno escluso?<br />
Abbiamo già aspettato il decimo pianeta, l&#8217;arrivo degli alieni, l&#8217;arrivo del nuovo Messia è sempre attuale, l&#8217;età del Acquario è forse già iniziata. E mentre aspettiamo, in questo momento il 2012, intanto continuiamo a vivere la nostra vita incoerente: inquiniamo, consumiamo, offendiamo, insultiamo, manchiamo di rispetto, desideriamo l&#8217;impossibile, disprezziamo i piccoli tesori che abbiamo già, non condividiamo, viviamo il nostro piccolo mondo egoista, non rispettiamo la Madre Terra ecc ecc, continuate pure l&#8217;elenco, io l&#8217;ho abbreviato per motivi di spazio.<span id="more-94"></span><br />
Nel mondo ci sono delle persone che veramente non si interessano minimamente di alcun aspetto etico e/o morale. Vivono la vita così come arriva. Poi ci sono le persone che sono vegetariane, che stanno attente anche a quanta acqua consumano, a riciclare i rifiuti, a che prodotti comprano. Giustissimo, peccato che anche loro poi spesso falliscono nelle imprese più personali. Rispettano gli animali, ma come se la cavano con gli esseri umani? Attenti all&#8217;acqua, ma come “spendono” le proprie emozioni e le emozioni di loro cari? Riciclano i rifiuti, ma riescono a usare più di una volta il bene che gli viene offerto da altre persone, magari a loro care? Sono attente a cosa comprano, ma sono attente a che “prodotto” emotivo danno attenzione e/o precedenza?<br />
Avete già capito che questo è un articolo di mille domande che probabilmente faranno nascere altre ancora. Spero che si percepisca anche che sono le domande di una persona che non si ritiene al di sopra di quanto scritto ma scrivendo esorcizza i propri demoni, le proprie paure, i propri dubbi.<br />
Quindi, cosa facciamo? Dobbiamo aspettare l&#8217;Evento o ci sarebbe anche oggi da fare qualcosa? Un sorriso? Un “mi dispiace”. Un gesto gentile? Una carezza? Un “grazie”? Un “per favore”? Un “prego, attraversi pure le strisce pedonali, non la travolgo con la mia SUV”. Continuate pure l&#8217;elenco, io mi fermo qui, per motivi di spazio.<br />
Che cosa cerchiamo in questa vita, da quando siamo strati strappati dal grembo materno in attesa di tornare nel grande utero cosmico? Forse solo un po&#8217; di accettazione, un po&#8217; di amore, un po&#8217; di tenerezza, un po&#8217; di sogni, un po&#8217; di apprezzamento per quello che facciamo.<br />
Cosa fare quindi? L&#8217;autore non lo sa, ma inizierà con un sorriso gentile alla prima persona che incontrerà con un sincero augurio di un&#8217;ottima giornata e cercherà di continuare così.<br />
E il 2012? Attendiamolo con serenità. Qualsiasi cosa succeda saremo sereni. Se sarà la fine saremo tranquilli perché abbiamo vissuto bene. Se sarà un nuovo inizio avremo ancora più forza per continuare una vita bellissima che non aspetta ma agisce, ORA.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.duper.org/sito/2008/10/17/2012-e-dintorni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Autoscatti sexy di una minorenne e una società oscena maggiorenne</title>
		<link>http://blog.duper.org/sito/2008/06/28/autoscatti-sexy-di-una-minorenne-e-una-societa-maggiorenne-oscena/</link>
		<comments>http://blog.duper.org/sito/2008/06/28/autoscatti-sexy-di-una-minorenne-e-una-societa-maggiorenne-oscena/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Jun 2008 15:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nikola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.duper.org/sito/?p=18</guid>
		<description><![CDATA[di Nikola Duper
Anche se in questi tempi è molto facile scandalizzarsi, per un motivo o l&#8217;altro, oggi mi è balzato agli occhi un articolo intitolato: “Ragazzina vende autoscatti sexy per comprare abiti firmati”.
Nell&#8217;articolo c&#8217;è un sacerdote che, giustamente, osserva l&#8217;emergenza educativa e la banalizzazione del corpo, ma nella conclusione del testo si osserva l&#8217;inquietudine (non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Nikola Duper</em></p>
<p>Anche se in questi tempi è molto facile scandalizzarsi, per un motivo o l&#8217;altro, oggi mi è balzato agli occhi un articolo intitolato: “Ragazzina vende autoscatti sexy per comprare abiti firmati”.<br />
Nell&#8217;articolo c&#8217;è un sacerdote che, giustamente, osserva l&#8217;emergenza educativa e la banalizzazione del corpo, ma nella conclusione del testo si osserva l&#8217;inquietudine (non si capisce di chi) “per una mancata direttiva del ministero per i telefonini a scuola sempre più disattesa e inefficace”. Al di là della illogicità della frase (se la direttiva è mancata come fa essere efficace o inefficace?) mi pare che il giornalista, o chi per lui, non abbia colto il vero problema.<span id="more-18"></span><br />
La ragazzina dovrà cambiare scuola e sarà seguita da una psicologa, dice l&#8217;articolo, e io mi chiedo che cosa le dirà la nuova preside e, soprattutto, la psicologa. Che l&#8217;efficace strumento della mercificazione del corpo femminile, soprattuto se nudo, è lecito finché fa parte di un modello di consumismo, ma lei non può usarlo fino al giorno in cui compierà la maggiore età? E&#8217; questa la morale? O il problema è nella mancata direttiva ministeriale? Della serie: se la gente inizia a fare il harakiri con i coltelli da cucina aspetteremo una direttiva ministeriale ma non ci chiederemo della ragione del gesto.<br />
In poche parole, la colpevole è la ragazzina o una società che ha trasmesso, volontariamente o meno, le scorciatoie ingannevoli per il profitto?<br />
Insomma, senza voler giustificare la ragazzina, mi pare che l&#8217;ultima da incolpare sia lei. Prima di farle cambiare la scuola e di affidarla alla psicologa, credo che ci dovrebbero essere una lunga serie di provvedimenti a carico di molti maggiorenni. Ma si sa com&#8217;è, il nostro modello di “sviluppo” è vincente proprio perché non tiene conto di questi piccoli “effetti collaterali” e, soprattutto, perché non viene mai sanzionato.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.duper.org/sito/2008/06/28/autoscatti-sexy-di-una-minorenne-e-una-societa-maggiorenne-oscena/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>C&#8217;era una volta&#8230;</title>
		<link>http://blog.duper.org/sito/2008/05/31/cera-una-volta/</link>
		<comments>http://blog.duper.org/sito/2008/05/31/cera-una-volta/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 May 2008 09:18:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nikola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.duper.org/sito/?p=6</guid>
		<description><![CDATA[di Nikola Duper
Delle volte mi capita di ricordare l&#8217;infanzia e la mia gioventù. Essendo nato nel 1961, c&#8217;è parecchia differenza tra l&#8217;epoca che ho vissuto da giovane e quella che sto vivendo attualmente, e spesso mi chiedo se ora sia meglio. All&#8217;epoca il mio paese natio si chiamava Jugoslavia ed era, sotto alcuni punti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Nikola Duper</em></p>
<p>Delle volte mi capita di ricordare l&#8217;infanzia e la mia gioventù. Essendo nato nel 1961, c&#8217;è parecchia differenza tra l&#8217;epoca che ho vissuto da giovane e quella che sto vivendo attualmente, e spesso mi chiedo se ora sia meglio. All&#8217;epoca il mio paese natio si chiamava Jugoslavia ed era, sotto alcuni punti di vista, diverso dall&#8217;Italia, ma per molti versi anche simile.<br />
Ricordo molto bene gli anni settanta e ottanta, con qualche immagine, forse un po&#8217; annebbiata, degli anni sessanta. I primi 15 anni della mia vita sono stati molto tranquilli. Rammento bene un certo benessere sia a casa mia, sia presso le persone del mio piccolo paese. Non capivo ancora forse l&#8217;unico grande limite, che successivamente mi avrebbe tanto infastidito, quello dell&#8217;assenza delle libertà politiche. Ma al di là delle questioni politiche, che nel discorso che voglio fare non c&#8217;entrano molto, si percepiva un diffuso entusiasmo, una grande fiducia nel futuro e nell&#8217;avvenire.<span id="more-6"></span> Erano gli anni dell&#8217;esplosione di certe rivoluzioni, intendo a livello globale, di musica che ci aiutava a sognare e comunicare, di tecnologie che promettevano dei veri e propri prodigi, di diffusione dei media ecc ecc. Non dimenticherò mai quanto mi entusiasmavano i benefici che avrebbero portato i robot e i computer, trasformando il mondo in un posto ancora più bello da vivere. Si scriveva già dei treni in Giappone che potevano viaggiare sui cuscinetti magnetici raggiungendo delle velocità straordinarie. Dall&#8217;Unione Sovietica arrivavano le prime notizie sugli interventi chirurgici per eliminare la miopia. I giornali dicevano che in un vicino futuro l&#8217;uomo avrebbe lavorato meno perché le macchine e i computer ci avrebbero aiutati ad avere più tempo per noi.<br />
Oggi, a 46 anni compiuti, nel 2007, mi chiedo che cosa sarà andato storto. Vivo in Italia ma conosco molto bene anche la realtà croata. Ho viaggiato un po&#8217;, ho visto qualche altro paese, parlo 3 lingue, mi sono confrontato con molta gente e posso vantare delle amicizie in vari paesi del mondo, ma non mi sembra che ci sia un ottimismo molto diffuso. Come se qualcuno avesse trasformato quel meraviglioso sogno in un incubo. Che sia dovuto all&#8217;età? Forse ero troppo giovane per percepire i problemi di allora? Pensandoci bene, non credo.<br />
Siamo in troppi su questo pianeta. L&#8217;aria è sempre più inquinata. La terra altrettanto, se non di più. L&#8217;acqua scarseggia ed è trattata senza alcun rispetto. Il cibo è di dubbia qualità e spesso manipolato in modo irresponsabile. Le cosiddette risorse rinnovabili sembra che stiano diventando sempre meno rinnovabili perché stiamo consumando senza un minimo di buon senso. La medicina sta diventando sempre di più una questione di affari che di salute pubblica. Recentemente ho partecipato a una tesi di laurea in medicina. Sembrava una tesi in economia, agghiacciante!<br />
La guerra fredda non c&#8217;è più, però ora c&#8217;è la guerra preventiva (ma voi percepite quanto orrore c&#8217;è dietro questa definizione?). È rimasta, almeno sulla carta, una sola superpotenza che esercita senza alcuna pietà la propria arroganza per la &#8220;difesa&#8221; della propria egemonia commerciale. Il resto del mondo si è ridotto in umili servi o in paesi canaglia o, ancora peggio, in stati terroristi.<br />
L&#8217;uomo, almeno quella parte più fortunata che non muore di fame, è sempre più nella morsa del consumismo. Il PIL deve crescere, dobbiamo produrre di più, dobbiamo comprare di più, dobbiamo guadagnare di più, dobbiamo consumare più in fretta, dobbiamo buttare via e poi ricomprare e così all&#8217;infinito&#8230; magari potesse essere all&#8217;infinito. L&#8217;unico problema rimasto è che le ore di una giornata sono sempre 24 e non siamo in grado di consumare più di tanto, semplicemente perché non abbiamo tempo. Ma il PIL deve crescere, tutto deve essere più veloce, più produttivo, più frenetico, più efficiente ecc ecc.<br />
E in questa assurda corsa alla felicità possiamo testimoniare che nemmeno i più ricchi sono diventati felici. Il più ricco, forse per questo motivo, ha voluto anche governare l&#8217;Italia. Speriamo sia diventato molto felice e che ci lasci in pace. Magari fosse solo lui il problema. Il problema molto più grande è quella classe politica che ha lasciato uno spazio per il suo successo.<br />
Però non facciamoci troppo del male, torniamo ai discorsi meno, anche se non molto meno, frustranti.<br />
E la musica che ci faceva tanto sognare, dov&#8217;è finita? Pare nelle mani dell&#8217;industria discografica che, una volta arricchitasi con gli artisti di vecchia data, sta &#8220;progettando&#8221; la nuova musica sulle basi del mercato (maledetto mercato), impedendo di fatto la nascita di nuovi artisti, salvo rare eccezioni e &#8220;incidenti&#8221; di percorso. Nelle discoteche di oggi gli stupefacenti sono più una necessità che una trasgressione. Come sarebbe altrimenti possibile sopravvivere a quel continuo martellamento che vorrebbe definirsi la &#8220;dance music&#8221;. I nuovi idoli della grande parte di giovani sono, credo, per la prima volta nella storia dell&#8217;umanità, degli oggetti. Gli oggetti che rappresentano il nostro essere, il nostro modo di esistere, un sostituto della nostra mancata personalità. Anche la pubblicità agisce in questo modo subdolo. Attribuisce delle qualità ai prodotti, le qualità che potrai far tue se avrai il denaro per diventare il felice possessore dell&#8217;automobile in questione, del telefonino, della maglietta, del gioiello ecc ecc ecc. La &#8220;creatività&#8221; pubblicitaria sta esaurendo le risorse, stanno entrando &#8220;in campo&#8221; le coccinelle che fanno il sesso nella macchina dei tuoi sogni, dove ANCHE tu potrai trombare come un riccio&#8230; (ah, scusate, parlavo di coccinelle) se aderisci alla promozione in corso. Addirittura una sontuosa scoreggia promuove la straordinaria freschezza di una caramella che, evidentemente, non perde le sue miracolose qualità nemmeno nel processo digestivo. Non voglio immaginare che cosa sarà la prossima invenzione del &#8220;creativo&#8221; di turno.<br />
I nostri eroi sono i comici. Il nostro mondo è diventato talmente assurdo che Beppe Grillo si guadagna da vivere raccontandoci il nostro incubo quotidiano e ci fa anche ridere. Nemmeno lui sa se è ancora un comico o un predicatore.<br />
E le libertà politiche a cui accennavo prima, che tanto mi mancavano nel paese dove sono nato? Be&#8217;, forse voglio esagerare un po&#8217;, Tito era un gran simpaticone. Lui ti diceva chiaramente quello che potevi e quello che NON potevi fare. Nella nostra democrazia occidentale tutto è possibile&#8230; però&#8230;<br />
E i computer? Che fine hanno fatto? Oggi la maggioranza delle persone è convinta che il computer sia Microsoft Windows. L&#8217;azienda che ci costringe a buttare via il nostro &#8220;vecchio&#8221; computer appena ci ha venduto l&#8217;ultimo &#8220;miglioramento&#8221; del suo sistema operativo. Gli unici a gioire sono i produttori dei computer.<br />
E il tempo che i computer ci dovevano regalare? A voi sembra di lavorare meno? Mentre una volta si scriveva una lettera e si attendeva la risposta, ora si manda l&#8217;e-mail e, se entro 2-3 minuti non arriva la risposta, si telefona chiedendo le spiegazioni. E i telefoni cellulari? Quante persone conoscono l&#8217;esistenza del bottone OFF (spegnimento)? È diventato un dovere sia possederlo, sia rispondere in qualsiasi circostanza: Pronto, non disturba affatto!<br />
E i trasporti? I treni? Vi ricordate i treni a sospensione magnetica? Visto come stanno le cose sembrano più un sogno ora che non 30 anni fa. Che esempio vorreste? Le ferrovie italiane? Il treno ad alta velocità? Il tram padovano?<br />
E le operazioni per eliminare la miopia che iniziavano circa 30 anni fa nell&#8217;Unione Sovietica? Le fanno anche oggi. Peccato che sul &#8220;mercato&#8221; (maledetto mercato) ci siano due macchine, una buona e una che ti rovina un po&#8217; il cristallino e di notte ci vedi non benissimo. Ma non possono buttarla via, questioni di mercato. E le case farmaceutiche? Quelle che pagano il vostro medico di &#8220;fiducia&#8221; in forma di viaggi e regali vari per prescrivervi proprio quella medicina che fanno loro.<br />
E le compagnie telefoniche? Quelle che fanno le offerte nelle quali è chiaro solo che non si capisce chi è più o meno conveniente. Quelle che non comunicano nemmeno all&#8217;interno della loro azienda. Quelle che non hanno un indirizzo, una persona responsabile ma ti risponde sempre lo stesso umanoide con la frase stereotipata: come posso aiutarla? Ma questo tema meriterebbe non un articolo, ma un sito intero e resterebbe ancora da dire e da chiedersi se questo è il progresso.<br />
E la tecnologia? Sì, ha fatto un po&#8217; di passi ma si ferma regolarmente se per strada trova una chiazza di petrolio. È olio, lo sappiamo, si scivola. Quel petrolio che ha fatto da volano del nostro mondo moderno si è trasformato in uno strumento di efficace auto estinzione. D&#8217;altronde si diceva prima che eravamo in troppi su questo pianeta, se mi permettete questa considerazione cinica.<br />
Che cosa produrrà questo, credo si possa definire, disastro globale? Forse la nascita delle piccole comunità che inizieranno a riconsiderare certi valori e i modi per essere felici. Forse si troveranno altri modi per dar da mangiare e bere a questo mare di persone che cresce di giorno in giorno. Non lo so. So soltanto che qualsiasi cosa succeda sarà qualcosa di proporzioni mai viste prima, che sia un miracolo o un cataclisma.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.duper.org/sito/2008/05/31/cera-una-volta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
