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	<description>Informazione indipendente, Ecologia, Energia Rinnovabile, Software libero, Misteri, Spiritualità, Ambientalismo</description>
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		<title>Vaccinazione di massa &#8211; intervista al dott. Hamer</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 10:58:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nikola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Norvegia, 13.08.09 – Intervista tra il Dr. Hamer e l&#8217;Ing. Helmut Pilhar
Pilhar: Geerd, nella tua ultima lettera hai espresso il sospetto che l&#8217;obiettivo di una campagna di vaccinazione massiva non è lottare contro un&#8217;influenza invernale (la cosiddetta &#8220;influenza suina&#8221;) ma quello di impiantare il microchip nella popolazione a livello mondiale.
Hamer: Sì, Helmut; è incredibile la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Norvegia, 13.08.09 – Intervista tra il Dr. Hamer e l&#8217;Ing. Helmut Pilhar</strong></em></p>
<p><strong>Pilhar:</strong> Geerd, nella tua ultima lettera hai espresso il sospetto che l&#8217;obiettivo di una campagna di vaccinazione massiva non è lottare contro un&#8217;influenza invernale (la cosiddetta &#8220;influenza suina&#8221;) ma quello di impiantare il microchip nella popolazione a livello mondiale.</p>
<p><strong>Hamer:</strong> Sì, Helmut; è incredibile la violenza con cui si vuole ottenere l&#8217;obbligo di vaccinazione contro un&#8217;influenza invernale ridicola -i conti non tornano. Il fatto che il presidente americano Obama mobiliti polizia ed esercito per una fantomatica vaccinazione anti-influenzale e prepari migliaia e migliaia di bare significa che tale sforzo non ha niente a che fare con il presunto obiettivo di questa azione.<span id="more-269"></span></p>
<p><strong>Pilhar:</strong> Se a ciascuno fosse impiantato un chip, un certo gruppo religioso deterrebbe il potere mondiale assoluto immediatamente e, con il chip assassino, definitivamente.</p>
<p><strong>Hamer: </strong>Esatto. Qualsiasi critico del sistema, in qualsiasi parte del mondo, con il chip assassino potrà essere eliminato nel giro di un&#8217;ora. Con chemio e morfina sono stati uccisi negli ultimi 28 anni di boicottaggio della Nuova Medicina Germanica due miliardi e mezzo di persone nel pianeta. Con il chip assassino, ovviamente, questo può avvenire molto più rapidamente. Non solo si può uccidere la gente in modo del tutto discreto, simulando una morte naturale (infarto, insolazione, attacco di apoplessia, ecc.), ma si possono anche simulare epidemie, come si è già fatto, avvalendosi di cifre molto minori come per esempio nel caso del Messico, dov&#8217;è stata inventata una pandemia mondiale in seguito alla morte di tre maiali e di un bambino.</p>
<p><strong>Pilhar:</strong> Esiste il Micro-Chip della Hitachi che sta senza problemi nella cannula di una siringa, cioè che può essere impiantato senza problemi nel tessuto (e senza che nessuno se ne accorga), se il chip è situato nella parte anteriore, nella punta della cannula.<br />
Esiste anche il chip assassino, che si è tentato di brevettare (teoricamente non è stato accettato, anche se i Cinesi lo posseggono da anni).<br />
Geerd, come ti è venuto questo sospetto –sebbene si tratti di un&#8217;evidenza– e perché nessuno parla di questo argomento?</p>
<p><strong>Hamer:</strong> In realtà, per una persona razionale tale silenzio a livello mondiale in merito ad un&#8217;ipotesi tanto evidente è quasi inspiegabile. Come riferimento voglio indicare le mie conversazioni telefoniche e la mia corrispondenza con il Rabbino Lenz e il Dr. Lanka del settembre 2007. Allora era stata effettuata una campagna di vaccinazione massiva in Kurdistan, alla frontiera irachena. Dopo un&#8217;intervista tra il Rabbino Lenz e il Dr. Lanka, chiesi al Rabbino Lenz perché parlassero solo del vaccino (Tamiflu, ecc.) come se non sapessero che si trattava meramente dell&#8217;impianto del microchip. Il Rabbino Lenz mi rispose, benché sorpreso della mia domanda, che ovviamente sapevano che si trattava solo del chip, ma che non l&#8217;avevano menzionato intenzionalmente perché avrebbero avuto delle grosse difficoltà con l&#8217;intervista. Comunque affermò che lo sapevano.</p>
<p><strong>Pilhar:</strong> Geerd, questa è una bomba. Lo hai documentato nelle tue lettere del settembre del 2007  al Dr. Lanka. Non c&#8217;è alcun dubbio sull&#8217;autenticità di questa dichiarazione. Il critico della vaccinazione, Lanka, fa il doppio gioco, con una doppia faccia. Ovviamente, trattandosi di chemio, ovvero veleno, il Tamiflu ha effetti secondari gravi e può comportare conseguenze fatali se lo si amministra in vagotonia profonda.</p>
<p><strong>Hamer:</strong> Sì, grazie alla Nuova Medicina Germanica sappiamo che se un paziente si trova in una condizione di profonda vagotonia, somministrargli una sola volta chemio o morfina è sufficiente per ucciderlo. Nel caso del Tamiflu, la gente che si trova in stato di profonda vagotonia può morire con una sola dose. Tutto questo tema è un enorme abuso.<br />
Secondo la Nuova Medicina Germanica, la cosiddetta &#8220;influenza&#8221; non è una malattia, ma una fase di guarigione. Voler “guarire” una fase di guarigione è un&#8217;idiozia assoluta.<br />
E interrompere tale fase di guarigione con la chemio, è un&#8217;idiozia ancor più grande. Una fase di guarigione, come già detto, non è una malattia, ma la seconda parte di un programma speciale bifasico della Natura con senso biologico (SBS). Voler prevenire fasi di guarigione future (questo è quanto promette la menzogna della vaccinazione) è semplicemente impossibile, a meno che non si somministri una chemio continua (= Tamiflu continuo). Sappiamo che i piccoli attacchi di febbre dell&#8217;inverno, ciò che si chiamava “influenza invernale” inoffensiva, sono anch&#8217;essi fasi PCL (fasi di guarigione) di un qualsiasi SBS (Programma Speciale della Natura con Senso Biologico). Voler vaccinare in autunno la prossima influenza invernale, è semplicemente, tremendamente stupido.<br />
Nei processi batteriologici della fase di guarigione vediamo che i microbi, nostri fidati collaboratori, ci aiutano a ri-normalizzare degli organi alterati durante la fase di conflitto attivo. Questo vale per gli organi che derivano dal foglietto embrionale interno (endoderma) e medio (mesoderma), dove i microbi aiutano nella distruzione dei tumori così come nella ricostruzione delle necrosi.<br />
Si sono ipotizzati i virus, ma fino ad oggi nessuno ha potuto osservarne uno. Erano &#8220;i vestiti nuovi dell&#8217;imperatore&#8221;, che non esistevano.<br />
Nessuno ha mai visto virus che provocano malattie. I virus non sono mai stati osservati, perciò la loro esistenza è ipotetica, ovvero non empirica, non scientifica, e una vaccinazione contro un virus di cui non si è dimostrata l&#8217;esistenza è una truffa.<br />
Si è ipotizzato che i virus fossero la causa di sintomi come esantemi, infiammazioni (gonfiore), febbre, ecc., però tali sintomi che coinvolgono organi derivanti dal foglietto embrionale esterno (ectoderma) non sono malattie ma segnali della fase di soluzione di conflitto.<br />
Nella GNM la discussione sull&#8217;esistenza dei mai osservati virus è semplicemente una questione accademica che non ha conseguenze pratiche. Per cui le ipotetiche malattie che sarebbero prodotte da questi mai osservati virus sono solo fasi di soluzione di conflitto.<br />
L&#8217;annuncio di una vaccinazione totale che interrompa e sopprima con la chemio queste fasi di guarigione è un avviso di guerra alla GNM, nonché l&#8217;attestazione di un&#8217;autentica idiozia medica. Questa falsa campagna di vaccinazione con Tamiflu è disegnata semplicemente per mascherare l&#8217;impianto del chip assassino.</p>
<p><strong>Pilhar:</strong> Se si impianta obbligatoriamente a tutti il chip assassino, nessuno potrà mai essere sicuro, nessun giorno della sua vita. E chi decide dunque della vita e della morte? Il Mossad oppure il “sinedrio” della B´nai B´rith? Non capisco perché la gente dorma e perché le riviste, i quotidiani, la televisione, i siti internet non vogliano saperne niente. Si comportano come se questo tema non fosse affatto interessante per loro, mentre normalmente sarebbero molto critici&#8230;</p>
<p><strong>Hamer: </strong>Non è forse successo lo stesso con la GNM? Non era forse stata comprovata da 10 professori di Tübingen già nell&#8217;ottobre del 1981 a porte chiuse? E non avevano concluso che è corretta, come ammise l&#8217;avvocato dell&#8217;Università, Schwarzkopf? Non è forse stato ignorato da parte della stampa e della televisione il boicottaggio che è costato la vita a 2 miliardi e mezzo di persone? Non è forse la stessa storia? Non sappiamo inoltre, come affermò il Rabbino  Prof. Merrick che i nostri dominatori si curano esclusivamente con la GNM? Ecco perché non troviamo nessun chemio-cadavere ebreo&#8230;</p>
<p><strong>Pilhar:</strong> Sì, è davvero molto strano. Ma dal momento che si comprende il sistema, si comprende molto bene anche tutto il resto. Si tratta di un&#8217;immensa opera di decimazione della popolazione mondiale, attuata nel modo più criminale, perché alla fine possano sopravvivere solo i membri di una precisa comunità religiosa.</p>
<p><strong>Hamer: </strong>Sì, è impressionante. E&#8217; come se la popolazione fosse un gregge di pecore che non vuol sapere niente dei lupi, e che pensa &#8220;sicuramente non divoreranno proprio me&#8221;. Ma il peggio è che quelli che praticano la GNM pura sono gli stessi che non si impiantano nessun chip. Si vaccineranno forse simbolicamente con una cannula vuota.</p>
<p><strong>Pilhar:</strong> Esiste la possibilità tecnica di nascondere il chip nella cannula di una siringa per inserire il chip nel tessuto attraverso il liquido della siringa stessa -questo è fuori discussione. Allo stesso modo, non si discute sull&#8217;esistenza del chip assassino. Non considerare questa possibilità in tempi di controllo assoluto della popolazione è totalmente imprudente e infantile. D&#8217;altro canto, lo stordimento provocato dalla propaganda (si veda l&#8217;intervista al Rabbino Lenz / Dr. Lanka del 2007) è davvero impeccabile. Chiunque parli di questa possibilità viene etichettato come terrorista o paranoico. Tutti leggono lo “sciocco-giornale” e tutti stanno seduti davanti alla televisione che stordisce la gente. Tutti pensano “non toccherà a me”: ma questo è ciò che pensano anche le 1500 vittime quotidiane (solo in Germania) della chemio e della morfina.</p>
<p><strong>Hamer: </strong>Inoltre, come già hai pubblicato nel tuo sito, è terribile vedere come si inganna con le statistiche, per esempio facendo rientrare i 2/3 delle vittime di chemio e morfina nella categoria dei &#8220;morti per problemi cardiovascolari&#8221;. Il tentativo di stordirci con le statistiche non conosce limiti18.</p>
<p><strong>Pilhar:</strong> Incredibile, tanta gente intelligente nel nostro Paese, e così poco critica&#8230;</p>
<p><strong>Hamer:</strong> Sì, ma in Germania è lo stesso che in Norvegia. Chiunque -o quasi- è mediamente dotato di raziocinio, diciamo capace di scrivere il suo nome, è membro di una loggia. Tra quelli che non sono membri di una loggia, semplicemente nessuno ha niente da dire.<br />
Di persone critiche come me ce ne sono già poche e quelle poche saranno eliminate in poco tempo con il chip assassino. I miliardi restanti li possono eliminare con questo chip quando vogliono. Non sappiamo come si può localizzare il chip, in modo da poterlo estrarre con un&#8217;operazione. Siamo a completa disposizione degli assassini fino alla fine (fino all&#8217;omicidio) delle nostre vite. Una fine che loro decidono.</p>
<p><strong>Pilhar:</strong> Una prospettiva orribile, ma siamo già abituati, se pensiamo ai 2 miliardi e mezzo di persone uccise con chemio e morfina. La stessa storia, gli stessi assassini, le stesse vittime.</p>
<p><strong>Hamer:</strong> Sì, e i nostri assassini sono soprattutto i grandi &#8220;ideali&#8221; e chi ha l&#8217;insolenza di fare una critica sarà eliminato rapidamente, esattamente come succede per i cosiddetti &#8220;agitatori di massa”.</p>
<p><strong>Pilhar:</strong> è davvero orribile. Qualsiasi persona intelligente che conosce la GNM  sa che la Germanica è corretta. Non hanno mai permesso una verifica pubblica, né hanno permesso il riconoscimento di una verifica secondo le scienze naturali.<br />
La logica era: se tutti credono nella medicina convenzionale tranne uno, allora quest&#8217;ultimo è un pazzo. Per questa ragione hanno tentato di psichiatrizzarti 75 volte -il perfido metodo russo (nei Gulag) dei nostri dominatori.</p>
<p><strong>Hamer:</strong> è solo una piccola consolazione che forse, e a posteriori, si affermi &#8220;Il Dr. Hamer fece la più grande scoperta della storia dell&#8217;umanità&#8221;.</p>
<p><strong>Pilhar:</strong> Sì, Geerd. Quello che tu dici non ha niente a che vedere con la megalomania. Che la GNM sia la più grande scoperta della storia dell&#8217;umanità è un segreto di Pulcinella.</p>
<p><strong>Hamer:</strong> Io sarei felice se per lo meno il mio popolo, il popolo dei poeti e dei pensatori, musicisti, inventori e scopritori, comprendesse che la GNM si può praticare solo in un effettivo stato di diritto, senza stato nello stato. E che questo vero stato di diritto del nostro popolo può esistere solo con l&#8217;assoluta veritiera GNM (senza nessuna ipotesi). Io vedo il termine &#8220;Germanica&#8221; della GNM come condizione per poter dimostrare a tutti i popoli di questa terra che un vero stato di diritto legato alla GNM può rendere felici i cittadini, e che si possono creare di nuovo grandi famiglie in cui si ascoltano bambini che ridono felici.</p>
<p><strong>Pilhar:</strong> Geerd, lo sappiamo da tempo: la GNM non è solamente una rivoluzione nella medicina, ma contiene in sè anche la possibilità di una rivoluzione politica, economica e sociale che ci reindirizzi verso la biologia. Proprio per questo la GNM è tanto perseguitata. Il fatto che ci siano cittadini felici e indipendenti è un orrore per i nostri dominatori. Il loro obiettivo è la globalizzazione e la schiavitù totale dell&#8217;umanità, ad eccezione di uno specifico gruppo religioso.</p>
<p><strong>Hamer:</strong> Non avrei mai potuto immaginare che la GNM, il regalo più grande che gli dèi abbiano fatto all&#8217;umanità, avrebbe potuto essere utilizzata in modo tanto vergognoso, per l&#8217;omicidio di massa più grande della storia dell&#8217;umanità (2,5 miliardi di persone uccise da chemio/morfina), ma ora la possibilità di un omicidio di massa mondiale, di un genocidio totale, si avvicina come un&#8217;onda ancora più terribile, sotto forma di chip mortale.</p>
<p><strong>Pilhar:</strong> Sì, Geerd! Se i nostri nemici riusciranno nell&#8217;impianto massivo di microchips, avranno davvero raggiunto l&#8217;obiettivo!</p>
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		<title>Sta per arrivare la morte del dollaro</title>
		<link>http://blog.duper.org/sito/2009/10/07/sta-per-arrivare-la-morte-del-dollaro/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 13:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nikola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte: © The Independent - Robert Fisk 
Traduzione: Carlo Antonio Biscotto (l&#8217;Unità)

Quasi a simboleggiare il nuovo ordine mondiale, gli Stati arabi hanno avviato trattative segrete con Cina, Russia e Francia per smettere di usare la valuta americana per le transazioni petrolifere.
Mettendo in atto la piu’ radicale trasformazione finanziaria della recente storia del Medio Oriente gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fonte: <a href="http://www.independent.co.uk/news/business/news/the-demise-of-the-dollar-1798175.html" target="_blank">© The Independent </a></strong><strong><a href="http://www.independent.co.uk/news/business/news/the-demise-of-the-dollar-1798175.html" target="_blank">- Robert Fisk</a> </strong></p>
<p><strong>Traduzione: <a href="http://www.unita.it/news/il_documento/89415/sta_per_arrivare_la_morte...6.10.2009" target="_blank">Carlo Antonio Biscotto (l&#8217;Unità)</a><br />
</strong></p>
<p>Quasi a simboleggiare il nuovo ordine mondiale, gli Stati arabi hanno avviato trattative segrete con Cina, Russia e Francia per smettere di usare la valuta americana per le transazioni petrolifere.</p>
<p>Mettendo in atto la piu’ radicale trasformazione finanziaria della recente storia del Medio Oriente gli Stati arabi stanno pensando – insieme a Cina, Russia, Giappone e Francia – di abbandonare il dollaro come valuta per il pagamento del petrolio adottando al suo posto un paniere di valute tra cui lo yen giapponese, lo yuan cinese, l’euro, l’oro e una nuova moneta unica prevista per i Paesi aderenti al Consiglio per la cooperazione del Golfo, tra cui Arabia Saudita, Abu Dhabi, Kuwait e Qatar.<span id="more-266"></span></p>
<p>Incontri segreti hanno gia’ avuto luogo tra i ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali della Russia, della Cina, del Giappone e del Brasile per mettere a punto il progetto che avra’ come conseguenza il fatto che il prezzo del greggio non sara’ piu’ espresso in dollari.</p>
<p>Il progetto, confermato al nostro giornale da fonti bancarie arabe dei Paesi del Golfo Persico e cinesi di Hong Kong, potrebbe contribuire a spiegare l’improvviso rincaro del prezzo dell’oro, ma preannuncia anche nei prossimi nove anni un esodo senza precedenti dai mercati del dollaro.</p>
<p>Gli americani, che sono al corrente degli incontri – pur non conoscendone i dettagli – sono certi di poter sventare questo intrigo internazionale di cui fanno parte leali alleati come il Giappone e i Paesi del Golfo. Sullo sfondo di questi incontri valutari, Sun Bigan, ex inviato speciale della Cina in Medio Oriente, ha sottolineato il rischio di approfondire le divisioni tra Cina e Stati Uniti in ordine alla loro influenza politica e petrolifera in Medio Oriente. “Le dispute e gli scontri bilaterali sono inevitabili”, ha detto all’Africa and Asia Review. “Non possiamo abbassare la guardia in merito all’ostilita’ che fronteggiamo in Medio Oriente sugli interessi energetici e la sicurezza”.</p>
<p>Questa frase ha tutta l’aria di una previsione pericolosa su una futura guerra economica tra Stati Uniti e Cina per il petrolio mediorientale – con il pericolo di trasformare i conflitti della regione in una lotta di supremazia delle grandi potenze. L’incremento della domanda di petrolio e’ piu’ marcato in Cina che negli Stati Uniti in quanto la crescita cinese e’ meno efficiente sotto il profilo energetico. Abbandonando il dollaro i pagamenti, stando a fonti bancarie cinesi, potrebbero essere effettuati in via transitoria in oro. Una indicazione della gigantesca quantita’ di denaro di cui si parla puo’ essere desunta dalla ricchezza di Abu Dhabi, Arabia Saudita, Kuwait e Qatar che insieme hanno, stando alle stime, riserve in dollari per 2.100 miliardi.</p>
<p>Il declino della potenza economica americana strettamente connesso all’attuale recessione globale e’ stato riconosciuto dal presidente della Banca Mondiale Robert Zoellick. “Una delle conseguenze di questa crisi potrebbe essere l’accettazione del fatto che sono cambiati i rapporti di forza economici”, ha detto a Istanbul prima delle riunioni di questa settimana del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. Ma e’ stato il nuovo straordinario potere finanziario della Cina – non disgiunto dalla rabbia sia dei Paesi produttori che dei Paesi consumatori di petrolio nei confronti del potere di interferenza degli Stati Uniti nel sistema finanziario internazionale – a stimolare i recenti colloqui con i Paesi del Golfo.</p>
<p>Brasile e India si sono mostrati interessati a far parte di un sistema di pagamenti non piu’ basato sul dollaro. Allo stato la Cina appare la piu’ entusiasta tra le potenze finanziarie, non fosse altro che per il suo gigantesco interscambio commerciale con il Medio Oriente.</p>
<p>La Cina importa il 60% del petrolio che consuma, per lo piu’ dal Medio Oriente e dalla Russia. I cinesi hanno concessioni petrolifere in Iraq – bloccate fino a quest’anno dagli Stati Uniti – e dal 2008 hanno un accordo da 8 miliardi di dollari con l’Iran per lo sviluppo delle capacita’ di raffinazione e delle risorse di gas. La Cina ha contratti petroliferi in Sudan (dove ha sostituito gli Stati Uniti) e da tempo sta negoziando concessioni petrolifere in Libia dove tradizionalmente questo genere di accordi e’ del tipo joint venture.</p>
<p>Inoltre le esportazioni cinesi verso la regione ammontano ora a non meno del 10% delle importazioni di tutti i Paesi del Medio Oriente e includono una vasta gamma di prodotti che vanno dalle automobili agli armamenti, ai generi alimentari, al vestiario e persino alle bambole. Riconoscendo esplicitamente il crescente peso finanziario della Cina, il presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Trichet, ha chiesto l’altro ieri a Pechino di consentire alla yuan di apprezzarsi sul dollaro e, di conseguenza, di diminuire la dipendenza della Cina dalla politica monetaria americana contribuendo cosi’ a riequilibrare l’economia mondiale e ad alleggerire la pressione al rialzo sull’euro.</p>
<p>Dagli accordi di Bretton Woods – gli accordi conclusi dopo la seconda guerra mondiale che ci hanno tramandato l’architettura del moderno sistema finanziario internazionale – i partner commerciali degli Stati Uniti hanno dovuto affrontare le conseguenze della posizione di controllo di Washington e, negli anni piu’ recenti, dell’egemonia del dollaro in quanto principale valuta di riserva.</p>
<p>I cinesi credono, ad esempio, che siano stati gli americani a convincere la Gran Bretagna a non entrare nell’euro per impedire una fuga dal dollaro. Ma secondo le fonti bancarie cinesi i colloqui sono andati troppo avanti per poter essere bloccati. “Non e’ da escludere che nel paniere delle monete entri anche il rublo”, ha detto un importante broker di Hong Kong all’Indipendent. “La Gran Bretagna e’ presa in mezzo e finira’ per entrare nell’euro. Non ha scelta in quanto non potra’ piu’ usare il dollaro americano”.</p>
<p>Le fonti finanziarie cinesi sono convinte che il presidente Barack Obama sia troppo occupato a rimettere in piedi l’economia americana per concentrarsi sulle straordinarie implicazioni della transizione dal dollaro ad altre valute nel volgere di nove anni. Al momento la data fissata per l’abbandono del dollaro e’ il 2018.</p>
<p>Gli Stati Uniti hanno fatto appena cenno a questo problema in occasione del G20 di Pittsburgh. Il governatore della Banca centrale cinese e altri funzionari da anni sono preoccupati per la situazione del dollaro e non ne fanno mistero. Il loro problema e’ che gran parte della ricchezza nazionale e’ in dollari.</p>
<p>“Questi progetti cambieranno il volto delle transazioni finanziarie internazionali”, ha detto un banchiere cinese. “Stati Uniti e Gran Bretagna debbono essere molto preoccupati. Vi accorgerete di quanto sono preoccupati dalla pioggia di smentite che questa notizia scatenera’”.</p>
<p>Alla fine del mese scorso l’Iran ha annunciato che le sue riserve in valuta estera saranno in futuro in euro e non in dollari. I banchieri ricordano, naturalmente, quanto e’ capitato all’ultimo Paese produttore di petrolio del Medio Oriente che ha tentato di vendere il petrolio in euro e non in dollari. Pochi mesi dopo che Saddam Hussein aveva comunicato la sua decisione ai quattro venti, gli americani e gli inglesi hanno invaso l’Iraq.</p>
<p>****</p>
<p>06 ottobre 2009</p>
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		<title>L&#8217;acqua è nostra non del mercato</title>
		<link>http://blog.duper.org/sito/2009/09/26/lacqua-e-nostra-non-del-mercato/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 09:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nikola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[di Luigi de Magistris, fonte: http://www.luigidemagistris.it/
Seminerà più sofferenza e vittime dei conflitti per il controllo del petrolio e del gas, perché la popolazione planetaria cresce e i cambiamenti climatici rendono l’acqua una risorsa preziosa e sempre meno disponibile. Così la guerra per l’oro blu rischia di diventare il prossimo terreno di scontro fra Nord e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>di Luigi de Magistris, fonte: <a href="http://www.luigidemagistris.it/" target="_blank">http://www.luigidemagistris.it/</a></strong></em></p>
<p>Seminerà più sofferenza e vittime dei conflitti per il controllo del petrolio e del gas, perché la popolazione planetaria cresce e i cambiamenti climatici rendono l’acqua una risorsa preziosa e sempre meno disponibile. Così la guerra per l’oro blu rischia di diventare il prossimo terreno di scontro fra Nord e Sud del mondo, causa di migrazioni dei popoli, origine della discriminazione sociale anche nel mondo sviluppato tra chi potrà accedervi e chi ne resterà privo.<span id="more-262"></span></p>
<p>Per questo è indispensabile respingere fin da oggi la lunga e pericolosa mano del mercato, il suo tentativo di controllare e speculare su un bene tanto prezioso quanto raro. Contrastare, quindi, ogni forma di privatizzazione dell’acqua, diffondendo il principio che l’acqua è un diritto e come tale va considerato un bene comune, da garantire a tutti e da tutti gestita.</p>
<p>Una battaglia che coinvolge anche il nostro Paese, dove i tentativi di privatizzazione, che rispondono a livello locale al bisogno delle amministrazioni di fare cassa, devono essere respinti. Così come da respingere è l’azione del Governo, che in occasione del Cdm, lo scorso 9 settembre, ha varato le modifiche all’articolo 23 bis della Legge 133/2008 all’interno di un decreto legge per l’adempimento degli obblighi comunitari. Figlio dell’accordo tra il ministero degli Affari regionali e della semplificazione della legislatura, cioè di Fitto e Calderoli, con la benedizione ovviamente di Confindustria, queste modifiche riguardano l’affidamento dei servizi pubblici locali e stabiliscono che la gestione di questi stessi servizi veda protagoniste, attraverso bandi di gara, società miste, il cui socio privato deve possedere non meno del 40% ed essere socio industriale con compiti di gestione operativa.</p>
<p>Tradotto in parole semplici: anche l’acqua è sottratta alla gestione pubblica e affidata al mercato, quindi possibile forziere di arricchimento e speculazione privata. Una scelta grave, compiuta nel silenzio mediatico e politico, coperta dal Governo attraverso l’abito mistificatorio del decreto legge, che aveva come unico fattore di urgenza quello di rendere subito l’acqua non più un bene di tutti ma patrimonio di pochi, funzionale al loro arricchimento.</p>
<p>Di questa decisione il Governo deve rendere conto e per questo ho deciso di presentare al Parlamento europeo un’interrogazione sul tema. Nel 2006 proprio Bruxelles ha approvato una risoluzione che afferma che “l&#8217;acqua è un bene comune dell&#8217;umanità e come tale l&#8217;accesso costituisce un diritto fondamentale della persona umana”. Nel marzo 2007, sempre a Bruxelles, si è riunita l&#8217;Assemblea mondiale dei cittadini e degli eletti per l’acqua ed è stata approvata una lettera rivolta a tutti i capi di stato e di governo del mondo, a tutti i presidenti dei parlamenti nazionali e sovranazionali e ai membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, per richiedere un impegno sul tema.</p>
<p>La battaglia per l’acqua come bene pubblico e diritto universale, in Italia e in Europa ma anche nel resto del Pianeta, è uno dei tasselli essenziali per costruire “un altro mondo possibile”. Cominciando appunto dal nostro Paese, dove le forze politiche devono unirsi nella richiesta all’esecutivo di cancellare le modifiche alla legge 23 bis; dove le amministrazioni locali, in particolare i comuni, devono dichiarare l’acqua bene di tutti e privarla di rilevanza economica, scegliendo di affidarla alle aziende pubbliche ad esclusivo capitale pubblico, così come dovrebbe fare il Governo.</p>
<p>In Commissione Ambiente della Camera, infine, è stata depositata una Legge di iniziativa popolare per una gestione pubblica dell’acqua che ha raccolto 400mila firme. Che fine ha fatto e perché continua a riposare dimenticata in Commissione, quando in Italia l’acqua scarseggia e in Sicilia è già oggetto di razionamento ma soprattutto di controllo mafioso?</p>
<p>Sul tema l’Italia dei Valori ha presentato recentemente una mozione in Parlamento per chiedere al Governo di tutelare i diritti dei cittadini perché l’acqua sia rispettata come bene inalienabile e indisponibile, soprattutto da parte delle lobby e delle multinazionali, insomma del mercato.</p>
<p>L’acqua è stata indicata nel settembre 2007 dall’Onu come un diritto umano, estensione del diritto alla vita. Non siamo quindi soli in questa battaglia: forum e associazioni non solo esistono ma lavorano già da tempo per riconsegnare l’accesso e il controllo idrico alla comunità. Forse il Wto o il Fondo monetario internazionale, forse Confindustria o la filosofia della deregulation selvaggia ci remano e remeranno contro, ma è una sfida che si può vincere. Anzi, si deve vincere.</p>
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		<title>Stipendiati o rovinati dal Cavaliere</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 00:19:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nikola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[di Nikola Duper
Devo dire che ogni tanto consulto anche le testate giornalistiche con le quali, generalmente, non sono molto d&#8217;accordo. Quindi a casa mia non è bandito né Emilio Fede né Il Giornale o simili. Conoscere le opinioni di coloro che non trovano quasi mai il mio consenso mi sembra comunque un dovuto atto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Nikola Duper</strong><em></em></p>
<p><a href="http://blog.duper.org/sito/wp-content/uploads/2009/09/moneybag.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-256" style="margin-left: 2px; margin-right: 2px;" title="moneybag" src="http://blog.duper.org/sito/wp-content/uploads/2009/09/moneybag-150x150.png" alt="moneybag" width="150" height="150" /></a>Devo dire che ogni tanto consulto anche le testate giornalistiche con le quali, generalmente, non sono molto d&#8217;accordo. Quindi a casa mia non è bandito né Emilio Fede né Il Giornale o simili. Conoscere le opinioni di coloro che non trovano quasi mai il mio consenso mi sembra comunque un dovuto atto di onestà intellettuale.</p>
<p>Infatti oggi, 5 settembre, ho aperto Il Giornale trovando un articolo intitolato <em>«Tutti quelli che urlano al “regime&#8221; ma sono stipendiati dal Cavaliere»</em>, a firma di Angelo Crespi. L&#8217;articolo risponde all&#8217;appello di tre giuristi &#8211; Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky &#8211; in difesa della libertà di stampa pubblicato sulla Repubblica. La logica, si fa per dire, è alquanto strana. L&#8217;autore dice:<span id="more-255"></span></p>
<p><em>«Suona infatti strano che alcuni tra gli scrittori e uomini di spettacolo (Saviano, Giordano, Augias, Lucarelli, Bisio, Aldo, Giovanni e Giacomo&#8230; ) che hanno firmato l’appello di Repubblica contro Berlusconi e in difesa della libertà di stampa e di pensiero siano in realtà pagati o lautamente pagati dalle aziende proprio di Berlusconi.»</em></p>
<p>Quindi, secondo il buon Crespi, Aldo, Giovanni e Giacomo dovrebbero tenere le bocche ben cucite perché non sono pagati per pensare ma per far ridere. E per Claudio Bisio è meglio che conduca il Zelig piuttosto che rischiare un brutto voto in condotta dal suo Padre Padrone. Ma cerchiamo di capire meglio il “ragionamento”:</p>
<p><em>«Immaginate che i più feroci e fieri oppositori del fascismo fossero stati al contempo gli intellettuali più vezzeggiati e pagati dallo stesso regime. Immaginate, per esempio, che i contestatori del Duce non fossero stati messi al confino, su qualche remota isola, in galera o costretti all’esilio, in Francia e Svizzera, ma mantenuti pubblicamente dal Minculpop (Ministero del Governo Italiano del Regno d&#8217;Italia col compito di controllo e organizzazione della propaganda del fascismo) e omaggiati con importanti collaborazioni alle riviste del partito. Immaginate Gramsci non in carcere, ma editorialista di punta di Primato. La cosa sarebbe sembrata quantomeno bizzarra.»</em></p>
<p>Curioso il parallelo che lo stesso autore traccia tra le aziende controllate da Berlusconi e il Min.cul.pop. Mi pare di capire che, visto che questo “scandalo” non sarebbe mai accaduto durante il ventennio, sia assurdo che possa accadere oggi. Quindi Augias, Saviano, Giordano ecc. sono “mantenuti” dalle aziende di Berlusconi e di conseguenza devono stare zitti. Zitti loro perché “mantenuti”, zitta la Repubblica perché se no paga un milione, zitta l&#8217;Unità perché se no paga due milioni, zitte le istituzioni europee se non comunicano così come aggrada al nostro Padre Padrone. Guai a chi apre bocca, a meno che non sia una avvenente ragazza ma, se ci penso bene, forse è un&#8217;altra cosa.</p>
<p>Ma l&#8217;autore va oltre e afferma, in sintesi:</p>
<p><em>«</em><em>Grazie a loro Mondadori e Mediaset hanno avuto introiti che di quegli stipendi sono multipli, e grazie anche a loro sono di fatto la casa editrice e la televisione più importanti d’Italia. Grazie anche a loro, Berlusconi è ricco e potente. È giusto che Saviano, Giordano e Bisio si arricchiscano e di fatto abbiano un potere e un&#8217;autorevolezza nel mondo della cultura e massmediatico e che con loro cresca la ricchezza di Berlusconi e il suo potere. Anzi questo dimostra che siamo in democrazia, c’è piena libertà, Berlusconi è insomma un mecenate. Giordano e Bisio che in virtù della loro coerenza e libertà (lavorare al soldo di chi criticano) dimostrano l’assenza di regime e la libertà di pensiero. Oppure che essi sono dei fiancheggiatori. Ed è per questo che Cordero, Rodotà, Zagrebelsky, se convinti veramente del loro assioma, avrebbero dovuto sdegnosamente non accettare la firma di Saviano, Giordano e Bisio.</em><em>»</em></p>
<p><em></em> Astuto teorema, devo dire. Insomma, detto in poche parole: ci piacerebbe aver comprato, con il congruo compenso professionale, anche il vostro cervello, ma visto che evidentemente non è così dovete stare zitti perché non siete coerenti. Nel caso non doveste stare zitti, non dovrebbero darvi retta perché avete venduto l&#8217;anima al demonio. Fantastico, non c&#8217;è che dire.</p>
<p>In chiusura si chiarisce lo scopo dell&#8217;articolo:</p>
<p><em>«</em>In appendice mi piacerebbe chiedere a Cordero, Rodotà, Zagrebelsky, al di là dell’opportunità politica, come Berlusconi possa difendere la propria immagine e se appellarsi a un tribunale sia un atto illiberale e di intimidazione. Un antico broccardo insegna che «qui iure suo utitur neminem laedit» (Colui che esercita un proprio diritto, non lede nessuno).<em>»</em></p>
<p>La frase forbita ad personam. Certo, se non conoscessimo tutti gli retroscena, questa tesi sarebbe sacrosanta. L&#8217;autore ignora però alcuni fatti. Per quanto riguarda l&#8217;immagine di Berlusconi, be&#8217;, penso che prima di passare per le aule di un tribunale dovrebbe rivedere certi suoi atteggiamenti, a dir poco, esuberanti. Che si tratti di Naomi o della Regina Elisabetta, attenzione sig. Presidente, ci rappresenta tutti, sessanta milioni di cittadini. Parlando di diritti dobbiamo stare attenti solo a quelli del sig. Berlusconi o possiamo, eventualmente, prendere in considerazione anche quelli di Europa 7, giusto per citarne uno?</p>
<p>Non è un diritto, per un Presidente del Consiglio, querelare un giornale chiedendo un enorme risarcimento, ma è invece un dovere rispondere alle domande che gli vengono poste da mesi. È un dovere verso i cittadini, che certamente saranno in grado di capire se le domande siano state inopportune o no. Non credo che i risarcimenti milionari possano dimostrare qualcosa. Possono soltanto creare un clima di paura e incertezza che ha generato l&#8217;appello in questione.</p>
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		<title>In Sudafrica Woolworths elimina l&#8217;aspartame</title>
		<link>http://blog.duper.org/sito/2009/07/20/in-sudafrica-woolworths-elimina-laspartame/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 21:57:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Traduttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Stephen Fox, www.opednews.com
Food Democracy, il movimento dei consumatori che sta facendo pressione sui grandi produttori e distributori di alimentari, ha trovato un punto d&#8217;appoggio in Sudafrica: la grande catena di supermercati Woolworths è stato il primo rivenditore ad aver seguito la volontà dei consumatori e ad aver eliminato l&#8217;aspartame dagli alimenti di propria produzione. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Stephen Fox, www.opednews.com</em></strong></p>
<p>Food Democracy, il movimento dei consumatori che sta facendo pressione sui grandi produttori e distributori di alimentari, ha trovato un punto d&#8217;appoggio in Sudafrica: la grande catena di supermercati Woolworths è stato il primo rivenditore ad aver seguito la volontà dei consumatori e ad aver eliminato l&#8217;aspartame dagli alimenti di propria produzione. E non è stato l&#8217;unico dolcificante a essere rimosso dai cibi targati Woolworths; è toccato anche alla saccarina e al ciclamato.<br />
<span id="more-251"></span><br />
“Molti dei nostri clienti erano preoccupati degli effetti di questi dolcificanti e hanno fatto sapere di non volerli nel loro cibo”, spiega il direttore del settore alimentare, Julian Novak. “Uno dei nostri obiettivi è quello di utilizzare meno additivi possibili. Qualche anno fa abbiamo iniziato a non utilizzare più il giallo tartrazina (E102) e il glutammato monosodico. Nel 2008 abbiamo eliminato gli zuccheri aggiunti dai nostri succhi di frutta, sempre in risposta alle richieste dei consumatori. Questo è stato un altro passo logico. E siamo lieti di annunciare che tutte queste misure non hanno avuto effetti sui prezzi dei prodotti.”</p>
<p>L&#8217;aspartame è ora prodotto dall&#8217;azienda giapponese Ajinomoto, uno dei maggiori produttori di additivi alimentari (produce un terzo di tutto il glutammato monosodico prodotto nel mondo.</p>
<p>A fare pressione sull&#8217;FDA (l&#8217;ente americano per gli alimenti e i medicinali) per l&#8217;approvazione del dolcificante è stato Donald Rumsfeld, che in quel periodo era presidente della ditta G.D. Searle, l&#8217;azienda produttrice della sostanza, poi venduta alla Monsanto nel 1985.</p>
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		<title>Grottammare delle nuove energie 2009</title>
		<link>http://blog.duper.org/sito/2009/05/21/grottammare-delle-nuove-energie-2009/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 13:53:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nikola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog TV]]></category>
		<category><![CDATA[Energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Con la settima conferenza dell&#8217;energia e dell&#8217;inovazione di Grottammare il tema dell&#8217;energia, delle fonti rinnovabili e degli approcci all&#8217;innovazione tornano al centro di un dibattito che vede molte parti sociali protagoniste di un vivace e costruttivo confronto.
Il panorama che ci si propone è di una crescita esponenziale dei consumi di energia &#8211; nonostante il periodo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-230 alignleft" style="margin-left: 2px; margin-right: 2px;" title="volantino_picc" src="http://blog.duper.org/sito/wp-content/uploads/2009/05/volantino_picc-202x300.jpg" alt="volantino_picc" width="202" height="300" />Con la settima conferenza dell&#8217;energia e dell&#8217;inovazione di Grottammare il tema dell&#8217;energia, delle fonti rinnovabili e degli approcci all&#8217;innovazione tornano al centro di un dibattito che vede molte parti sociali protagoniste di un vivace e costruttivo confronto.</p>
<p>Il panorama che ci si propone è di una crescita esponenziale dei consumi di energia &#8211; nonostante il periodo di forte rallentamento economico  &#8211; con una brusca accelerazione dell&#8217;emissione di CO2 e una previsione di crescita continua in tali fattori anche da parte dei paesi emergenti come Cina e India.</p>
<p>Molti fatti, nel corso degli ultimi anni, hanno dimostrato come sia significativo accentuare le azioni di sviluppo e di innovazione nel comparto delle nuove energie, dal fotovoltaico alle biomasse, all&#8217;eolico.</p>
<p>Concentrarsi sulle fonti rinnovabili deve significare &#8211; innanzitutto &#8211; snellire l&#8217;iter burocratico e semplificare l&#8217;approccio delle piccole e medie aziende al settore.</p>
<p>Grottamare si ripropone come il luogo ideale per dibattere delle nuove frontiere dell&#8217;innovazione e delle opportunità che appaiono sempre più vicine nel campo delle nuove energie.<span id="more-224"></span></p>
<p style="text-align: left;"><em><strong>Si ringraziano l&#8217;<a href="http://www.onne.it" target="_blank">ONNE</a> e i relatori per aver consentito la ripresa della conferenza.</strong></em></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: center;"><strong>RINNOVABILI: ALTERNATIVE ESTETICHE?</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Gianfranco Bucich  <a href="http://www.estetichedellatecnica.it" target="_blank">www.estetichedellatecnica.it</a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><object type="application/x-shockwave-flash" style="width:500px;height:281px" data="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4764082&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="quality" value="best" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="movie" value="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4764082&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0" /><param name="pluginspage" value="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" />If you can see this, then you might need a Flash Player upgrade or you need to install Flash Player if it's missing. Get <a href="http://get.adobe.com/flashplayer/" target="_blank">Flash Player</a> from Adobe.</object><br/>
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		</p>
<p style="text-align: center;">oooO<strong>O</strong>Oooo</p>
<p style="text-align: center;"><strong>AGGIORNAMENTI SULLA CELLA MIZUNO-IORIO-CIRILLO</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://blog.duper.org/sito/wp-content/uploads/2009/05/d-cirillo-grottammare2009.pdf" target="_blank">Presentazione PDF</a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Domenico Cirillo</strong></p>
<p style="text-align: center;"><object type="application/x-shockwave-flash" style="width:500px;height:281px" data="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4766097&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="quality" value="best" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="movie" value="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4766097&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0" /><param name="pluginspage" value="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" />If you can see this, then you might need a Flash Player upgrade or you need to install Flash Player if it's missing. Get <a href="http://get.adobe.com/flashplayer/" target="_blank">Flash Player</a> from Adobe.</object><br/>
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		</p>
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<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><strong>REAZIONI PIEZONUCLEARI NEI SOLIDI COMPRESSI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Alberto Carpinteri</strong></p>
<p style="text-align: center;"><object type="application/x-shockwave-flash" style="width:500px;height:281px" data="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4764862&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="quality" value="best" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="movie" value="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4764862&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0" /><param name="pluginspage" value="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" />If you can see this, then you might need a Flash Player upgrade or you need to install Flash Player if it's missing. Get <a href="http://get.adobe.com/flashplayer/" target="_blank">Flash Player</a> from Adobe.</object><br/>
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<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><strong>REAZIONI PIEZONUCLEARI NEI REATTORI ELETTROLITICI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://blog.duper.org/sito/wp-content/uploads/2009/05/cardone_petrucci_goi.pdf" target="_blank">Presentazione PDF</a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Fabio Cardone</strong></p>
<p style="text-align: center;"><object type="application/x-shockwave-flash" style="width:500px;height:281px" data="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4776140&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="quality" value="best" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="movie" value="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4776140&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0" /><param name="pluginspage" value="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" />If you can see this, then you might need a Flash Player upgrade or you need to install Flash Player if it's missing. Get <a href="http://get.adobe.com/flashplayer/" target="_blank">Flash Player</a> from Adobe.</object><br/>
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		</p>
<p style="text-align: center;">oooO<strong>O</strong>Oooo</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><strong>CORSI DI FORMAZIONE SULLE NUOVE ENERGIE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://blog.duper.org/sito/wp-content/uploads/2009/05/d-cirillo-grottammare2009.pdf" target="_blank"></a><a href="http://blog.duper.org/sito/wp-content/uploads/2009/05/grottammare_-langella.pdf" target="_blank">Presentazione PDF</a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Giuseppe Langella</strong></p>
<p style="text-align: center;"><object type="application/x-shockwave-flash" style="width:500px;height:281px" data="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4755319&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="quality" value="best" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="movie" value="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4755319&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0" /><param name="pluginspage" value="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" />If you can see this, then you might need a Flash Player upgrade or you need to install Flash Player if it's missing. Get <a href="http://get.adobe.com/flashplayer/" target="_blank">Flash Player</a> from Adobe.</object><br/>
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		</p>
<p style="text-align: center;">oooO<strong>O</strong>Oooo</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><strong>TEORIA DELLE APPARENZE E PSICOBIOFISICA: LA SCIENZA UNIVERSALE DI MARCO TODESCHINI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Fiorenzo Zampieri &#8211; A.C.N.R.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><object type="application/x-shockwave-flash" style="width:500px;height:281px" data="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4761810&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="quality" value="best" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="movie" value="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4761810&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0" /><param name="pluginspage" value="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" />If you can see this, then you might need a Flash Player upgrade or you need to install Flash Player if it's missing. Get <a href="http://get.adobe.com/flashplayer/" target="_blank">Flash Player</a> from Adobe.</object><br/>
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		</p>
<p style="text-align: center;">oooO<strong>O</strong>Oooo</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><strong>DISPOSITIVO AD ANTIMATERIA &#8211; GENERATORE DI POSITRONI &#8211; &#8220;IL TERZO FUOCO&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://blog.duper.org/sito/wp-content/uploads/2009/05/cappiello_iadicicco.pdf" target="_blank">Presentazione PDF</a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Antonio Iadicicco</strong></p>
<p style="text-align: center;"><object type="application/x-shockwave-flash" style="width:500px;height:281px" data="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4769347&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="quality" value="best" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="movie" value="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4769347&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0" /><param name="pluginspage" value="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" />If you can see this, then you might need a Flash Player upgrade or you need to install Flash Player if it's missing. Get <a href="http://get.adobe.com/flashplayer/" target="_blank">Flash Player</a> from Adobe.</object><br/>
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		</p>
<p style="text-align: center;">oooO<strong>O</strong>Oooo</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><strong>ORO VERDE, DALLE ALGHE LA NUOVA FRONTIERA DEI BIOCARBURANTI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Andrea Rampado</strong></p>
<p style="text-align: center;"><object type="application/x-shockwave-flash" style="width:500px;height:281px" data="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4770419&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="quality" value="best" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="movie" value="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4770419&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0" /><param name="pluginspage" value="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" />If you can see this, then you might need a Flash Player upgrade or you need to install Flash Player if it's missing. Get <a href="http://get.adobe.com/flashplayer/" target="_blank">Flash Player</a> from Adobe.</object><br/>
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<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><strong>PRESENTAZIONE AUTOBUS ALIMENTATO AD OLIO VEGETALE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Carlo Bertocchi  <a href="http://www.officinesperimentali.it" target="_blank">www.officinesperimentali.it</a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><object type="application/x-shockwave-flash" style="width:500px;height:281px" data="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4763506&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="quality" value="best" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="movie" value="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4763506&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0" /><param name="pluginspage" value="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" />If you can see this, then you might need a Flash Player upgrade or you need to install Flash Player if it's missing. Get <a href="http://get.adobe.com/flashplayer/" target="_blank">Flash Player</a> from Adobe.</object><br/>
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<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><strong>MAGNETIZZATORE &#8220;MPS&#8221; PER IL RISPARMIO ENERGETICO DI CARBURANTE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Alessandro Goi</strong></p>
<p style="text-align: center;"><object type="application/x-shockwave-flash" style="width:500px;height:281px" data="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4768669&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="quality" value="best" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="movie" value="http://www.vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=4768669&amp;server=www.vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0" /><param name="pluginspage" value="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" />If you can see this, then you might need a Flash Player upgrade or you need to install Flash Player if it's missing. Get <a href="http://get.adobe.com/flashplayer/" target="_blank">Flash Player</a> from Adobe.</object><br/>
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		<title>Meglio attivi oggi che radioattivi domani</title>
		<link>http://blog.duper.org/sito/2009/04/06/meglio-attivi-oggi-che-radioattivi-domani/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 18:20:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nikola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambientalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Gianni Mattioli  (tratto dalla rivista Gaia)
Che da un pugno di metallo scintillante, l&#8217;uranio, si possa tirar fuori tanta energia quanta da una montagna di carbone sporco è cosa affascinante, ma questo fenomeno ha un compagno di strada meno affascinante: la radioattività. È dal 1896 che non siamo riusciti a vincere la sfida scientifica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>di Gianni Mattioli </strong></em><em><strong> </strong></em>(tratto dalla <a href="http://www.ecoistituto-italia.org/cms/?q=taxonomy/term/3" target="_blank">rivista Gaia</a>)</p>
<p>Che da un pugno di metallo scintillante, l&#8217;uranio, si possa tirar fuori tanta energia quanta da una montagna di carbone sporco è cosa affascinante, ma questo fenomeno ha un compagno di strada meno affascinante: la radioattività. È dal 1896 che non siamo riusciti a vincere la sfida scientifica di dominare la radioattività. Da qui il rischio per le popolazioni ed i lavoratori. Lo smantellamento della centrale nucleare del Garigliano è stato promesso da anni e ora si discute di bonifica delle trincee contenenti rifiuti solidi radioattivi o della stabilità sismica del camino. Basterebbe riflettere sul fatto che ci si interroghi se abbattere il camino o bonificare le trincee prima o dopo, alla luce delle dosi di radiazioni che nell&#8217;uno o nell&#8217;altro caso sarebbero assunte dalla popolazione e dai lavoratori addetti, per comprendere quanto un impianto nucleare sia profondamente diverso da un altro qualsiasi impianto industriale, proprio a causa del fatto che qui abbiamo a che fare con il grave rischio associato ai materiali radioattivi: malattie degenerative ed effetti ereditari. <span id="more-218"></span>La sanguinosa geopolitica del petrolio, gli aspetti minacciosi del cambiamento climatico fanno dire ad alcuni che è ora, per il mondo, di tornare al nucleare e consigliano per l&#8217;Italia di ripartire dai siti che già furono scelti per ospitare reattori.</p>
<p><strong>Le bugie sul nucleare </strong></p>
<p>Fin dai primi giorni di governo Berlusconi ha annunciato la decisione di procedere in tempi rapidi alla realizzazione di un programma nucleare, “per porre rimedio al danno che il referendum effettuato all&#8217;indomani dell&#8217;incidente di Chernobyl ? governato dall&#8217;emotività strumentalizzata dagli ecologisti &#8211; ha apportato alle famiglie e alle imprese italiane: quella scelta &#8220;sciagurata&#8221; ha condannato l&#8217;Italia ? unico tra i paesi industrialmente avanzati &#8211; ad una massiccia dipendenza dalle importazioni di petrolio e di gas, privando il Paese di una fonte energetica abbondante, pulita e a basso costo”.</p>
<p>Questa posizione, da alcuni anni a questa parte, è divenuta un &#8220;recitativo&#8221; sempre più insistito nella informazione giornalistica, tanto da essere ormai considerata vera. Al contrario, si tratta di affermazioni che la documentazione internazionale ? ampiamente disponibile ? smentisce.</p>
<p><strong>L&#8217;energia nucleare non è abbondante </strong></p>
<p>Essa fornisce oggi al fabbisogno mondiale di energia elettrica un contributo pari al 15% e, secondo la stima dell&#8217;Agenzia Onu per l&#8217;Energia Atomica, a questo ritmo, c&#8217;è uranio fissile ? cioè l&#8217;uranio 235 &#8211; solo per 70 anni: se si volesse almeno dimezzare l’incidenza dei combustibili fossili (~66%), bisognerebbe almeno triplicare in tempi rapidi la percentuale nucleare; ne avremmo per 20-25 anni: cioè ci scanneremmo per l&#8217;uranio come ci scanniamo per il petrolio. Quanto all&#8217;Italia, le tracce di uranio in Liguria e in Trentino non configurano certo una qualche parvenza di autonomia.</p>
<p>Certo, si potrebbe passare all&#8217;uso dell&#8217;uranio 238, molto più abbondante in natura, ma per ciò si dovrebbe passare attraverso la produzione di Plutonio, secondo la linea intrapresa dai Francesi con i reattori veloci. Si tratta di una tecnologia ad alto rischio (proliferazione nucleare e salute: un milionesimo di grammo la dose letale per inalazione). Finita la motivazione della “force de frappe” militare, la Francia ha abbandonato questa filiera.</p>
<p><strong>L&#8217;energia nucleare non è pulita </strong></p>
<p>Come ci ricorda ? ancora nel 2007 con la Pubblicazione 103 &#8211; l&#8217;ICRP, l&#8217;Agenzia Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Ionizzanti, dosi comunque piccole di radiazioni, aggiungendosi al fondo naturale di radioattività, possono causare eventi sanitari gravi ai lavoratori e alle popolazioni, nel funzionamento &#8220;normale&#8221; degli impianti e, di più, nel caso di incidenti.</p>
<p>Fuor da ipocrisie, la definizione ICRP di Dose Limite di radiazioni ai lavoratori degli impianti e alle popolazioni ivi residenti non significa dose al di sotto della quale non c&#8217;è rischio, ma quella dose &#8220;alla quale sono associati effetti somatici (tumori, leucemie) o effetti genetici che si considerano “accettabili” a fronte dei benefici economici associati a siffatte attività con radiazioni&#8221;.</p>
<p>Deriva da ciò la complessità degli impianti che incide fortemente anche sul costo del kwh. Il problema dello smaltimento delle scorie        È tuttora materia di ricerca: l&#8217;obiettivo è lo stoccaggio in formazioni geologiche, caratterizzate da bassissima permeabilità e situate in zone geologicamente stabili. Dopo il fallimento ? con la vicenda di Carlsbed nel New Mexico &#8211; della prospettiva di utilizzare strutture rocciose saline, sono in fase di studio altri tipi di formazioni geologiche.</p>
<p>L&#8217;Agenzia nazionale francese Andra avvia ora un laboratorio alla profondità di 490 metri a Bure (Meuse). Altri modi di gestione dei rifiuti (trasmutazione o stoccaggio in superficie) sono tutt&#8217;ora allo studio e, per i prossimi decenni, mi sembra assai improbabile l’individuazione di un sito nazionale, sia pure provvisorio, si è lontani dalla possibilità di indicare una tecnologia per lo smaltimento delle scorie e lo smantellamento degli impianti, in base alla quale determinare la incidenza di queste operazioni sul costo del Kwh.</p>
<p><strong>Quale è il costo del kWh nucleare? </strong></p>
<p>I problemi relativi alle scorie o allo smantellamento degli impianti, introducono molta incertezza nei metodi usuali di calcolo, che si fanno per qualsiasi fonte di energia. Altri elementi di incertezza derivano dalle complesse procedure autorizzative, dalle attività di controllo sulla realizzazione dell&#8217;impianto che, introducono allungamenti imprevisti dei tempi e fattori di rischio finanziario.</p>
<p>Questi problemi sono alla base della situazione attuale di crisi drastica del settore nucleare nei paesi più avanzati, che pure lo avevano perseguito con decisione nel passato.</p>
<p>Nasce da qui il progetto di ricerca guidato dagli Stati Uniti &#8220;Generation IV&#8221; con l&#8217;obiettivo di mettere a punto un nuovo tipo di reattore e di ciclo del combustibile nucleare in modo da conseguire un grado migliore di sicurezza, tale da superare la indisponibilità dell&#8217;opinione pubblica per un rilancio del nucleare dopo l&#8217;arresto di nuovi impianti nucleari &#8211; che negli USA dura dal 1978 ? e per migliorare la competitività economica in modo da superare la indisponibilità delle imprese elettriche. Il Generation IV è un consorzio di paesi guidato dagli USA, cui recentemente si è aggiunta l&#8217;Italia, finalizzato allo studio di reattori tali da fornire risposte risolutive sul piano dei costi, della sicurezza, dell&#8217;uso ottimale dell&#8217;uranio e della riduzione delle scorie. La ricerca è indirizzata ad un ampio spettro di tecnologie. Se i problemi potranno essere superati, Generation IV prevede la messa a punto di un prototipo di nuovo reattore non prima del 2030.</p>
<p>Quanti tuttavia hanno avanzato proiezioni di costo del kWh nucleare (per es. EIA/DOE: &#8220;Annual Energy Outlook 2004 and Projections to 2025&#8243;; MIT, 2003; ed altri), che tengono conto di tutti gli elementi sopra citati ed anche delle caratteristiche dei reattori di nuova concezione, pervengono a stime di 0,06-0,07 ¤/kWh, decisamente più elevate del costo del kWh a gas o a olio combustibile, ma anche prodotto con il vento (0,04-0,05 ¤/kWh).</p>
<p>In queste condizioni, possiamo chiederci quale significato possa avere per l&#8217;Italia concentrare uno sforzo rilevantissimo (alternativo ad altre possibili scelte) per rientrare in un settore:</p>
<p>· che utilizza come combustibile una risorsa scarsa e perciò destinata a divenire sempre più costosa e oggetto di competizione internazionale, da acquisire comunque sul mercato estero · che utilizza una tecnologia super complessa per fronteggiare, non completamente, gravi rischi sanitari, non solo in condizioni incidentali, ma anche nel semplice funzionamento di routine</p>
<p>· che non ha risolto il problema dello smaltimento in condizioni di sicurezza delle scorie e dunque, pur potendo garantire pochi anni di disponibilità, aprirebbe per il futuro problemi irrisolti e gravi</p>
<p>· che annuncia costi di produzione del kWh elettrico difficilmente definibili (smantellamento, scorie), e comunque più elevati ? già attualmente o in un prevedibile futuro ? rispetto ad altre fonti energetiche pulite e rinnovabili.</p>
<p><strong>Allora? Che cosa fare? </strong></p>
<p>La strada su cui procedere è quella a cui ci impegna la strategia decisa in sede europea: entro il 2020, realizzare il 20% di risparmio energetico e il 20% di fonti rinnovabili. Si tratta di obiettivi, dal punto di vista quantitativo, assai più rilevanti del programma nucleare del Governo. Su questa strada può anche decollare una prospettiva industriale di qualità, ma si tratta di una scelta alternativa a quella nucleare, dal punto di vista delle risorse disponibili: economiche, di ricerca, delle imprese.</p>
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		<title>La storia di “Amicizia”</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 19:33:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nikola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Misteri]]></category>

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		<description><![CDATA[Autore: UNO DEL GIURAMENTO (per ora in incognito) &#8211; tratto da http://w56.duper.org

La storia di “AMICIZIA” &#8211; o semplicemente “la storia”, come l’abbiamo sempre chiamata &#8211; è vera, e ha coinvolto un gruppo di persone italiane e non italiane per molti anni, fra il 1956 e il 1990. Alcune di queste persone, fra cui il sottoscritto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Autore: UNO DEL GIURAMENTO (per ora in incognito) &#8211; tratto da <a href="http://w56.duper.org" target="_blank">http://w56.duper.org</a><br />
</strong></em></p>
<p>La storia di “AMICIZIA” &#8211; o semplicemente “la storia”, come l’abbiamo sempre chiamata &#8211; è vera, e ha coinvolto un gruppo di persone italiane e non italiane per molti anni, fra il 1956 e il 1990. Alcune di queste persone, fra cui il sottoscritto, sono ancora vive, e hanno avuto rapporti diretti (faccia a faccia) con gli Amici (chiamati anche W56), che sono extraterrestri provenienti sia da pianeti della nostra Galassia (alla distanza di duecentomila anni luce), sia da altre Galassie. Qui sulla Terra essi hanno raggiunto il numero massimo di 200 persone, residenti in basi (alcune vastissime) sotto terra (a circa 20 km di profondità) e sotto il mare, alcune lungo la fascia adriatica, con la prima base “storica” sotto Ascoli Piceno.<span id="more-212"></span></p>
<p>Ciò che ora brevemente dirò deriva esclusivamente da ciò cui ho partecipato in prima persona, nel corso di una lunga parte della mia vita, e dalle nostre conversazioni dirette con gli Amici. Ne ho le registrazioni, con la loro viva voce.</p>
<p>“Amicizia” raggruppa popoli diversi fra loro, sia per le caratteristiche fisiche (alti, piccoli, giganti, ecc.) sia per la provenienza (anche da altri Universi e altre dimensioni), ma accomunati da una scelta fondamentale verso il Bene. E’ una sorta di confederazione trasversale, in nome di un comune ideale di vita e di pensiero, pur rimanendo grandi diversificazioni fra popoli e fra individui, e fra scelte personali. Siamo agli antipodi della massificazione ideologica.</p>
<p>Il popolo con cui abbiamo interagito noi è composto da individui (uomini e donne, come noi) molto belli fisicamente, molto alti, circa tre metri, oppure molto piccoli. Ma questi sono aspetti secondari. Altri popoli che fanno parte di “Amicizia” sono assai diversi da noi. Ciò che conta è la sostanza, al di là delle diverse tipologie e delle innumerevoli particolarità “folcloristiche”.</p>
<p>Gli Amici sono nostri fratelli maggiori. Sono umani, anzi siamo noi che non siamo umani rispetto a loro. Sono assai più umani di noi, per questo non si fanno vedere. Sono “troppo” umani… E’ facile per noi adularli, ma è più facile invidiarli per la loro compiuta umanità…</p>
<p>Altri popoli degli Universi hanno optato per il Male, spesso rappresentato dall’adorazione della Energia e della Conoscenza-Scienza, e questo dualismo fra Bene e Male è fondamentale per comprendere la lotta tuttora in corso e le enormi difficoltà nello svelamento della verità agli abitanti del nostro pianeta.</p>
<p>La lotta fra il Bene e il Male è reale ed originaria, non è il frutto di una invenzione. Gli individui malvagi non sono il risultato di un esperimento scientifico mal riuscito, tant’è vero che possono liberamente scegliere di non essere più malvagi.</p>
<p>Questa lotta fra il Bene e il Male ha riguardato anche la vita dei terrestri del nostro gruppo, rendendoli persone particolari.</p>
<p>Le nostre esperienze, sia fenomeniche (incontri faccia a faccia con alcuni Amici, conversazioni con loro, dischi e altri oggetti volanti di altre forme, visioni molto ravvicinate di materializzazioni e smaterializzazioni, visite e permanenze anche lunghe nelle basi sotto terra, ecc.), sia mentali e morali, hanno segnato in modo assai profondo e indelebile le nostre vite, spesso rendendoci vulnerabili rispetto alle leggi, regole e convenzioni della realtà e società in cui abbiamo continuato a vivere e lavorare, salvo quelli di noi che hanno optato di passare il resto della loro vita con gli Amici. La realtà che abbiamo vissuto con gli Amici supera ogni immaginazione, e il silenzio assoluto con gli altri, e il continuo pensiero interiore, per anni e decenni, sono stati in noi la reazione più normale. Una sorta di ruminazione, e di crescita continua della consapevolezza e della indicibilità. Alcuni di noi hanno pagato un prezzo molto alto per la loro “diversità”, uscendo dai circuiti della normale vita sociale e lavorativa.</p>
<p>Alcuni di noi hanno mantenuto un segreto totale o quasi totale, aprendosi solo con pochissimi intimi, altri hanno parlato, ma hanno volutamente fornito una versione solo parziale o modificata. Le ragioni di ciò sono molteplici e complesse, perché ci sono cose che non si possono dire neppure quando si è deciso di parlare. Inoltre, è successo che parecchie delle cose rivelate sono state oggetto di gravi distorsioni, banalizzazioni, manipolazioni e interpretazioni del tutto arbitrarie, ovvero di comunicazioni scisse o schizofreniche, che affermano una cosa e subito dopo il suo contrario, ingenerando dubbio e, in definitiva, incredulità. Questo ha riguardato anche aspetti e ragioni fondamentali della presenza degli Amici fra noi, e per questo motivo è necessario intervenire rettificando, e soprattutto dicendo l’essenziale che non è stato detto, o di cui è stato detto il contrario.</p>
<p>Il fatto è che questa vicenda è estremamente complessa. In essa l’ambiguità, la disinformazione voluta o non voluta e la mescolanza del vero e del falso svolgono un ruolo importantissimo. Inserire un solo elemento chiaramente non credibile &#8211; per esempio auto-contraddittorio o ridicolo &#8211; in una storia vera rende l’intera storia non credibile, il che può anche essere lo scopo, conscio o inconscio, di chi riferisce la storia. Ciò non è casuale, e non dipende solo dalla volontà personale di chi scrive o parla o “rivela”, o si spaccia per un protagonista mentre non lo è stato, ma rientra in una delle leggi che regolano la presenza nascosta degli Amici sulla Terra. E’ sempre stato così anche in altre epoche. A causa di fattori che appartengono ai piani sottili -cioè i piani non fisici della realtà- e che sono difficili da verbalizzare, la presenza degli Amici fra noi è subordinata ad alcune leggi, fra cui la legge dell’ambiguità, della duplicità, dell’inganno, che caratterizza la condizione degli uomini terrestri. Tutte queste cose “negative” non sono elementi estranei o accessori o secondari, ma fanno parte costitutivamente delle regole del gioco. Ciò avviene in ogni momento, compresi i momenti dei tentativi di svelamento, come questo ora in corso.</p>
<p>Gli Amici non sono i soli extraterrestri presenti sulla Terra. Individui di diversi altri popoli sono fra noi, perché la Terra è un pianeta particolare nell’economia di questa parte dell’Universo. Lo scopo della presenza degli Amici non è quello di studiarci (ci conoscono assai bene, meglio di noi stessi!), ma quello di aiutarci, perché le nostre condizioni generali non appaiono loro soddisfacenti, soprattutto per il tasso elevatissimo sulla Terra di odio-violenza-ingiustizia e per la piega anti-umanistica assunta dalla nostra scienza e tecnologia. Potendo vedere i nostri pensieri e sentimenti, gli Amici vedono ciò che nascondiamo dietro le maschere, le parole e i sorrisi&#8230;</p>
<p>Altri popoli sono qui per altri motivi, e i rapimenti di terrestri, nonché la creazione di ibridi, sono una realtà di cui gli Amici ci parlavano fin dagli anni ’60. Dico questa cosa perché oggi ne parlano i media, e io ricordo ciò che ne dissero gli Amici, ma di parecchie altre cose di cui sento parlare non so nulla, e non ho alcun giudizio da dare, perché gli Amici non ne hanno parlato. Per esempio, non so assolutamente nulla dei cerchi di grano. Penso che gli Amici, pur dicendoci tante cose, ci abbiamo detto solo una piccolissima parte di ciò che sapevano, compreso ciò che sapevano sulle attività fra noi degli altri popoli. Del resto, la mia mente fa già molta fatica a capire e “digerire” le cose che ho visto o di cui gli Amici mi hanno parlato, figuriamoci se ci avessero detto tutto… Credo, tuttavia, di aver saputo da loro le cose essenziali per capire e per orientarmi, sapendo che sono vere e non sono solo “informazione”, su cui non si può non sospendere il giudizio.</p>
<p>Dico che quelle cose sono vere perché ho avuto un rapporto personale con gli Amici, e ho avuto la sensazione forte che mi dicessero la verità, come quando sai che il tuo migliore amico, o la persona che ami e che ti ama, ti sta dicendo la verità. Questa è stata la mia fortuna nella vita: di potermi fidare, in un campo in cui è difficilissimo potersi fidare, grazie a questo rapporto personale. Oggi, con le possibilità, offerte dalla tecnologia, di alterare o creare le prove cosiddette “oggettive” (foto, ecc.), il fattore della testimonianza personale credibile assume un valore anche maggiore che in passato.</p>
<p>Gli Amici, rispetto a tutti gli altri popoli in visita sulla Terra, offrono una caratteristica assai particolare e preziosa: sono legati ai piani sottili che regolano il destino della Terra, e a quella che essi chiamano l’Anima dell’Universo, al di là del piano fisico o fenomenico, per cui hanno una sorta di controllo generale su tutto ciò che accade, anche se possono intervenire ed interferire solo a condizioni particolari, come in una complessissima partita a scacchi di cui è qui impossibile anche solo accennare alle regole principali.</p>
<p>Gli Amici definiscono se stessi come non già appartenenti al mondo dello Spirito, ma come coloro che “vengono subito dopo il mondo dello Spirito”. Oppure, si autodefiniscono come i “preannunciatori del mondo dello Spirito”. Essi si pongono insomma come intermedi fra noi e il mondo dello Spirito.</p>
<p>Rispetto alla scienza e tecnologia degli altri popoli extraterrestri, quella degli Amici è del tutto particolare e diversa, perché è ricalcata sulle leggi del mondo dello Spirito. Si tratta di una scienza e tecnologia incommensurabile con la nostra, anche con gli aspetti più innovativi della nostra fisica quantistica; ma essi dispongono anche di un’altra scienza e tecnologia, più comune, che in parte hanno tentato di condividere con noi, soprattutto nel campo dell’elettromagnetismo. Ma ciò ha scatenato in noi soprattutto desideri di avidità, possesso, competizione e onnipotenza, il che li ha indotti a ritrarsi da questo progetto di condivisione.</p>
<p>Gli Amici hanno vinto una grande guerra nell’Universo contro i popoli del Male, ma la partita da giocare sulla Terra è ancora del tutto aperta. Le menti di noi terrestri del gruppo, legati per sempre agli Amici da un antico patto, e le menti dei terrestri cui ci rivolgiamo, come sto facendo adesso, sono coinvolte in questa guerra, che si svolge anche nelle nostre sfere più intime e inconsapevoli, e questo rende tutto assai difficile, al limite della indicibilità.</p>
<p>La razionalità è assolutamente necessaria, ma non è sufficiente per dar conto di fenomeni, interazioni e conseguenze che vanno al di là di tutto ciò cui la società e la conoscenza-scienza ci hanno abituato e condizionato. In realtà, la razionalità necessaria per affrontare questa vicenda e le sue implicazioni è enormemente più ricca e complessa di quella abitualmente utilizzata dai nostri scienziati e anche dai sistemi filosofici come il buddismo con la sua legge di causa-effetto, che costituisce solo un tassello di una spiegazione complessiva enormemente più complessa ed articolata.</p>
<p>I cosiddetti “insegnamenti” degli Amici non sono ancora stati divulgati, e consentono di affrontare con un po’ di consapevolezza questa intricatissima matassa concettuale ed esperienziale.</p>
<p>Alla base degli insegnamenti degli Amici c’è la TRASCENDENZA di quello che anche noi chiamiamo Dio, e che non va confuso con l’Anima dell’Universo di cui ho parlato prima. Siamo qui all’opposto del panteismo, ma qui mi devo fermare, anche se questo è il punto più importante in assoluto e il motivo principale della presenza degli Amici fra noi, secondo le loro stesse parole.</p>
<p><a href="http://blog.duper.org/sito/wp-content/uploads/2009/04/cuore.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-213" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="cuore" src="http://blog.duper.org/sito/wp-content/uploads/2009/04/cuore-211x300.jpg" alt="cuore" width="211" height="300" /></a>La foto qui presentata, scattata con una Polaroid negli anni ’60, rappresenta l’aspetto fondamentale del rapporto fra il nostro gruppo e gli Amici: la foto ritrae la proiezione del corpo sottile di un gigante, e la cosa importante è la messa in evidenza della zona del cuore come parte centrale, cioè l’Amore come la cosa principale negli esseri umani, terrestri o extra-terrestri.</p>
<p>Si chiama UREDDA, in una delle lingue degli Amici, l’energia prodotta dall’Amore fra le persone, in particolare fra gli Amici e il nostro gruppo, in seguito ad un patto fra loro e noi e a tanti eventi che ci hanno unito. Grazie a particolari strumentazioni che lavorano sui piani sottili (vi sono decine di piani sottili), l’UREDDA viene trasformata dagli Amici in altre energie e oggetti, persino nell’ossigeno che essi respirano nelle loro basi sotto la terra e il mare. In mancanza di UREDDA, gli Amici, resisi volutamente vulnerabili per Amore, periscono. Inoltre, gli Amici si erano volutamente resi dipendenti dagli aiuti materiali (cibo, soprattutto frutta e ortaggi) che noi gli procuravamo. Ciò avveniva mediante smaterializzazioni guidate a distanza, cui ho personalmente assistito e partecipato moltissime volte, nell’arco degli anni. Li chiamavamo i “prelievi” degli Amici, anche tonnellate di cibo alla volta, che si smaterializzavano a un metro dai nostri occhi, e immediatamente si rimaterializzavano nelle basi degli Amici. In altri casi, con lo stesso sistema gli Amici ci inviavano degli oggetti, piccoli o grandi, che si materializzavano sotto i nostri occhi.</p>
<p>Gli Amici, per poter stare qui con noi, hanno dovuto accettare la legge del Tempo e soprattutto la legge dell’Avere, che regolano il destino del nostro pianeta.</p>
<p>L’UREDDA è una energia, ma gli Amici non sono gli adoratori dell’Energia, come altri popoli. Essi seguono l’Amore, che è la fonte anche delle energie buone come l’UREDDA, ma è esso stesso al di là di ogni energia. Ignorare, o non comprendere fino in fondo LA VOLONTARIA AMOREVOLE DIPENDENZA DEGLI AMICI DALLA LEGGE DELL’AVERE, e in definitiva dai nostri pensieri e dalle nostre azioni, impedisce di cogliere il vero significato della “storia” per quel che essa è stata. E impedisce di essere preparati se essa si ripresenterà, forse in forma allargata.</p>
<p>Oggi, i nuovi paradigmi cosiddetti “post-moderni” della conoscenza terrestre, aggiungendosi ai paradossi della fisica quantistica, aprono le menti verso il riconoscimento del fatto che la realtà non è quella che appare, o non solo quella che appare; e l’idea che possiamo essere come dei bambini che giocano in una stanza, ignari di tutto ciò che avviene intorno a loro, e persino ignari di tutti gli altri contenuti della stanza, al di là dei giocattoli, può oggi non apparire assurda come in passato. Tuttavia, la vera accettazione (non solo a livello ludico o virtuale, ma a livello di reale consapevolezza) del mondo extraterrestre fra noi rappresenta una rivoluzione antropologica e conoscitiva ancora sconvolgente, molto più della rivoluzione copernicana. Solo a titolo d’esempio, la Terra in passato (centinaia di milioni di anni fa) ha conosciuto altre sei civiltà evolute anche più della nostra, che si sono estinte per colpa. Questa fine minaccia anche noi oggi. Gli Amici non vorrebbero che si ripetesse ancora una volta il nostro passato auto-distruttivo, cui essi hanno assistito con dolore. Possono aiutarci, e lo fanno, ma all’interno di vincoli e condizioni imposte dai piani sottili della Terra e del nostro Universo. Vincoli e condizioni di cui tutti noi ignoriamo l’esistenza.</p>
<p>La complessità delle variabili in gioco, rispetto allo svelamento, è tale che neppure gli Amici hanno fatto “profezie” su di esso. Circa il 2012, di cui si parla tanto, io non li ho mai sentiti parlare. Invece, hanno detto che sarebbero ritornati. E’ vero che quelli come me (ormai pochissimi rimasti) hanno sottoscritto un patto particolare con loro, un solenne giuramento di fedeltà reciproca, anche se ormai sono passati moltissimi anni. Ma per il momento io non so se e quando torneranno, o forse sono già tornati e sono già all’opera con altri terrestri in qualche parte del mondo. Non so se mi contatteranno. Non credo, penso che dire queste cose che oggi comincio a dire a Nikola Duper sia il mio unico compito, come del resto mi dissero gli Amici stessi tanto tempo fa.</p>
<p>Alla fine degli anni ’40 gli Amici offrirono una collaborazione ai vertici dell’Amministrazione USA, ma in cambio chiedevano l’abbandono del programma di armamento nucleare. Ma la loro offerta e richiesta vennero respinte, e altri popoli extraterrestri hanno collaborato con gli USA e altre potenze; i risultati sono stati del tutto negativi, e pesano tuttora sul nostro destino collettivo. Uno dei motivi che ritardano lo svelamento (ma la questione è assai intricata, e si tratta veramente di uno solo dei motivi) è che gli USA dovrebbero assumersi, davanti all’intero pianeta, la responsabilità di aver rifiutato una collaborazione buona e di averne attivata un’altra non buona, o pessima, basandosi esclusivamente su considerazioni di potere e dominio.</p>
<p>A seguito del rifiuto politico-militare americano, gli Amici hanno portato avanti la strategia dei contatti riservati con piccoli gruppi di terrestri, cercando di valorizzare la qualità dei rapporti umani personali, dell’Amore e dell’UREDDA, rispetto alla quantità e alla visibilità. Tuttavia, neppure questi contatti qualitativi hanno dato i frutti sperati, per cui oggi si deve ricominciare. Con gli Amici, comunque, non vi è mai una sconfitta definitiva, perché le loro risorse sono veramente straordinarie. Quando gli Amici perdono una battaglia, è perché l’abbiamo persa noi, e loro, assoggettandosi alle leggi dei nostri piani sottili, devono perderla con noi, e pagare con noi e per noi. La mancanza di UREDDA nei loro confronti, da parte nostra, ha provocato nel novembre 1978 la morte di molti Amici e la loro provvisoria sconfitta -da loro prevista e messa in conto- da parte del popolo nemico, chiamato CTR, ma tutto ciò è ancora reversibile.</p>
<p>La vicenda degli Amici con noi è uno straordinario dramma nascosto, con risvolti imprevedibili. Imprevedibili in parte anche per loro, stante l’incredibile complessità delle variabili in gioco, se così vogliamo chiamarle, e l’imponderabilità delle libere scelte. Gli Amici rispettano infinitamente la volontà delle persone.</p>
<p>Collaboratori terrestri degli Amici e collaboratori terrestri di popoli nemici degli Amici (e quindi nemici nostri) sono silenziosamente in lotta fra di loro ogni giorno. I nemici stanno tentando una conquista molto graduale e apparentemente indolore del pianeta, lavorando soprattutto sulle menti. Purtroppo, non è fantascienza. Magari lo fosse. Purtroppo, non è paranoia. Magari lo fosse.</p>
<p>Tuttavia, solo accennare a queste cose induce allo screditamento di chi le dice, e questa è una potente arma in mano a chi vuole il nostro male. I condizionamenti mentali e sociali in questo ambito sono potentissimi. E’ facile screditare chiunque, quale che sia il suo ruolo sociale o culturale, se vi sono forti motivi per farlo. Chi ha avuto esperienze segretissime come questa con gli Amici, e poi è riuscito, malgrado ciò sia inusuale e “strano”, ad occupare un ruolo importante nella società e ad essere rispettato come persona affidabile, teme di essere screditato, se rivela il suo segreto; e teme, soprattutto, che la rivelazione screditerà anche il segreto stesso. Egli sa che quei condizionamenti saranno comunque più forti del suo ruolo e della considerazione da lui conseguita in un’intera vita. Così, egli tace, mentre parlerebbe solo per dire la verità, e non volendo altro per sé. Invece altri, che non sanno o non vogliono dire la verità, e che non rischiano di essere screditati, perché non hanno nulla da screditare, parlano per scopi di protagonismo o di lucro. Questo, oggi, è vero in tutti i Paesi, e viene utilizzato a fondo da tutte le persone e le istituzioni che non vogliono lo svelamento. Di fatto, la gente tende a non credere “veramente” (o “finge con se stessa” di credere) alle “rivelazioni”; o, al massimo, “sospende il giudizio”, sapendo che esse provengono da persone che agiscono a scopo di protagonismo o di lucro, e che non temono lo screditamento.</p>
<p>Cercherò di fornire al più presto un’esposizione sistematica articolata in punti. Lo scenario totale è estremamente complesso, perché include anche la presenza e le attività fra noi degli altri popoli extraterrestri, ma considerare questo scenario nella prospettiva offertaci dagli Amici consente di avere almeno un filo rosso e un senso generale. Questo è possibile perché la prospettiva degli Amici è una prospettiva privilegiata, a causa del loro rapporto del tutto particolare con i piani sottili e con l’Anima dell’Universo. Visto da altre prospettive, lo scenario è non solo troppo complesso, ma è addirittura indecifrabile e, in definitiva, disperante.</p>
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		<title>Chi ha paura della fusione fredda?</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 13:01:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nikola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Antonella De Ninno (tratto dalla rivista Gaia)
La vicenda della fusione fredda iniziò, apparentemente, con il fragoroso annuncio del marzo 1989. I giornali titolarono che l’energia del sole era stata “racchiusa” in una provetta e che la produzione di energia illimitata e a basso costo era alle porte (1) . 
Gli autori della scoperta erano uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Antonella De Ninno </strong></em>(tratto dalla <a href="http://www.ecoistituto-italia.org/cms/?q=taxonomy/term/3" target="_blank">rivista Gaia</a>)</p>
<p>La vicenda della fusione fredda iniziò, apparentemente, con il fragoroso annuncio del marzo 1989. I giornali titolarono che l’energia del sole era stata “racchiusa” in una provetta e che la produzione di energia illimitata e a basso costo era alle porte (1) . <span id="more-204"></span></p>
<p>Gli autori della scoperta erano uno stimatissimo elettrochimico britannico di grande esperienza, Martin Fleischmann ed il suo collaboratore Stanley Pons, anche lui elettrochimico e non erano affatto degli scienziati improvvisati. Martin Fleischmann aveva lavorato per molti anni sugli idruri metallici, ossia dei metalli speciali che si imbevono di Idrogeno come delle spugne per poi rilasciarlo al momento opportuno (2). Contemporaneamente anche un altro scienziato, un fisico di nome Steven Jones, annunciò di aver ottenuto una reazione nucleare di fusione a bassa temperatura. Anche Jones aveva un brillante curriculum come fisico impegnato nella fusione “muonica” un tipo particolare di reazione di fusione che utilizza particelle elementari “esotiche”. Non era facile liquidare la scoperta con una alzata di spalle, almeno in assenza di ulteriori verifiche. Tuttavia già alcune settimane dopo iniziò una violentissima campagna di “destrutturazione” della scoperta e dei suoi autori proveniente sia dall’interno che dall’esterno della comunità scientifica.</p>
<p>Non si può comprendere l’eccezionalità di questi annunci se non si conosce la storia delle ricerche sull’energia nucleare.</p>
<p>Il primo reattore nucleare in cui si dimostrava la possibilità di sostenere e controllare una reazione di fissione (3) fu quello realizzato da Enrico Fermi a Chicago nel 1942. Nonostante l’enorme sforzo connesso all’impegno bellico, che portò alla realizzazione ed all’uso delle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki nell’agosto del 1945, la prima centrale nucleare per scopi civili, in grado di immettere energia elettrica nella rete di distribuzione, entrò in funzione solo nel 1955 negli USA. Nel 1950, alcuni fisici russi, tra cui il famoso scienziato Andrei Sakarov, proposero la realizzazione di un reattore sperimentale in cui fosse possibile realizzare una reazione di fusione autosostenuta (ossia in cui l’energia prodotta fosse almeno uguale a quella immessa). Un simile impianto dovrebbe raggiungere al suo interno temperature estremamente elevate, milioni di gradi, simulando le condizioni che i gas raggiungono nelle stelle. Dopo oltre 50 anni di studi è stato recentemente approvato (Novembre 2006) un progetto internazionale per la realizzazione di un gigantesco impianto per dimostrare la fattibilità scientifica e tecnologica del processo di produzione di energia mediante fusione termonucleare. Il futuro impianto, denominato ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor) dovrebbe essere in grado di produrre energia (10 volte di più rispetto a quella impiegata) non prima del 2022.  Dopo oltre 70 anni un nuovo esperimento dimostrativo della fattibilità di una reazione autosostenuta. Costo: più di 10 miliardi di euro!</p>
<p>Nel 1989 due chimici ed un fisico hanno sostenuto che con attrezzature cosiddette “da banco”, ossia da tavolo da lavoro, si poteva realizzare quello che in 50 anni e con investimenti da capogiro sfuggiva a migliaia di colleghi!</p>
<p>A cominciare dal capolavoro organizzativo sotto il profilo scientifico e militare che fu il Progetto Manhattan che portò nel giro di 2 anni alla realizzazione del primo ordigno nucleare della storia, ci sono stati molti esempi di realizzazione di progetti estremamente complessi e delicati: oltre al già citato ITER, tutte le attività della fisica delle alte energie (4), i laboratori del CERN (Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire) di Ginevra e dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) sotto al Gran Sasso. Il complesso e delicato esperimento che consegnò il premio Nobel per la fisica a Carlo Rubbia nel 1983, riguardava la rivelazione di una particella elementare subatomica, prevista dalla teoria e mai osservata prima in natura. Anche i grandi progetti nella ricerca medica e biologica, il “Progetto Genoma”, la ricerca sul cancro sono esempi di “big science”, di scienza “in grande”.  In tutti questi esempi gli aspetti organizzativi sono quasi preponderanti rispetto agli aspetti scientifici. Lo scienziato, fisico o biologo, si trasforma in “manager di ricerca” per tenere sotto controllo tutte le diverse parti che compongono l’insieme complesso: la finalità della ricerca e la strategia per conseguirla, il reperimento e la destinazione dei fondi, la gestione del gruppo di ricerca che può coinvolgere anche centinaia di scienziati, la realizzazione delle infrastrutture necessarie al funzionamento dei laboratori. Solo pochi, o pochissimi, hanno la visione complessiva dell’esperimento, la maggior parte dei ricercatori coinvolti è concentrata su una porzione di lavoro ad altissima specializzazione e finisce per trasformarsi da scienziato in “esperto”. Lo scienziato moderno assomiglia sempre di più a colui che cerca di guardare al cielo stellato dal fondo di un pozzo: più il pozzo è profondo, più piccola sarà la porzione di cielo che riesce a vedere. La sua specializzazione è la profondità del pozzo da cui guarda il cielo. L’organizzazione del lavoro nella “big science”, fortemente gerarchica, consente un efficiente ottenimento dei risultati ma altrettanto efficientemente è in grado di condizionare la direzione in cui la ricerca può, o deve, andare. La logica della ricerca finalizzata all’ottenimento di risultati di interesse industriale in tempi medio-brevi, (2-3 anni) completa il quadro. Una realtà scomoda ed inquietante è che oggi, i margini per una ricerca realmente libera, sono ridotti quasi a zero. Così, quando accade che qualcuno azzardi una proposta totalmente inaspettata e suscettibile di alterare i meccanismi consolidati, è possibile che si scateni un putiferio: la reazione viene non soltanto da chi lavora per indirizzare la ricerca su alcuni binari invece che su altri, ma anche da parte di coloro che lavorano, duramente, per partecipare alle grandi imprese scientifiche, avendo rinunciato alla creatività ed al gioco in cambio di una “professionalità”.</p>
<p>Nel caso dell’esperimento di Fleischmann e Pons la domanda corretta che la comunità scientifica avrebbe dovuto porsi è se davvero le loro affermazioni fossero da prendere sul serio. Un approccio razionale sarebbe stato dunque, considerato anche  il costo “irrisorio” degli esperimenti,  quello di consentire a questi ed altri scienziati, di continuare le loro attività in tranquillità, anzi, potenziando i mezzi a loro disposizione e contemporaneamente pretendendo estremo rigore. Trattandosi della promessa di una fonte energetica senza scorie e a basso costo, forse il gioco sarebbe valso la candela di un investimento, diciamo di un decimo (o molto meno), rispetto ai costi di un tipico esperimento del CERN o dell’investimento che ogni anno fa l’EURATOM (Comunità Europea dell’Energia Atomica). Ma le cose non sono andate così. Anzi.</p>
<p>Nei mesi immediatamente successivi al Marzo 1989 si susseguirono sulla stampa scientifica una serie di articoli sulle misure di Fleischmann, Pons e Jones. Si trattava di esperimenti fatti in gran fretta nei laboratori in cui si disponeva già, per qualche motivo pregresso, della strumentazione necessaria, tentando semplicemente di ripetere la ricetta degli elettrochimici. Ci furono anche molti fisici teorici che si cimentarono in interpretazioni. Ma accanto agli esperimenti che confermavano i risultati, molti riferivano di fallimenti nei tentativi di riprodurre il fenomeno. Intanto infuriava, letteralmente, una feroce polemica tra i cosiddetti “credenti” e coloro che si ostinavano a non credere. In un articolo comparso su “La Repubblica” del 6 marzo 1990, l’autorevole decano della fisica italiana, Carlo Bernardini, usava parole di disprezzo nei confronti della fusione fredda chiamando Fleischmann e Pons “adescatori” della pubblica opinione ed irridendo a quegli scienziati “eccitati dai miracoli e dai misteri della complessità” (5).</p>
<p>Fino ad arrivare, esattamente un anno dopo, nel Marzo del 1990 ad un editoriale della “prestigiosa” rivista Nature intitolato più o meno “Addio, senza rimpianti, alla fusione fredda” in cui si annunciava che mai più la rivista avrebbe accettato sulle sue colonne articoli riguardanti la fusione fredda. Orientamento a cui si uniformarono, immediatamente, tutte le altre riviste scientifiche, senza eccezioni.</p>
<p>Sono stata testimone degli avvenimenti fino dal principio di questa vicenda. Nel marzo del 1989 lavoravo già da 2 anni presso il laboratorio di Criogenia (6) dell’ENEA di Frascati con il Prof. Franco Scaramuzzi ed un altro giovane collega ed amico, Antonio Frattolillo. L’annuncio di Fleischmann e Pons ci aveva eccitato, come molti altri colleghi, e spinto all’idea di tentare di riprodurre quei risultati straordinari, sia pure utilizzando le nostre competenze di fisici per evitare le trappole dell’elettrochimica che non ci era familiare. Mettemmo su in pochissimo tempo un esperimento, avvalendoci anche della collaborazione di due altri colleghi, ed ottenemmo quasi subito dei risultati interessanti. Ma quello che accadde subito dopo fu sconcertante: intorno ai nostri risultati venne montato un vero e proprio evento mediatico. L’ENEA convocò una roboante conferenza stampa per annunciare “la via italiana alla fusione fredda”, e per alcune settimane le prime pagine dei giornali e tutte le televisioni furono piene di articoli, foto ed interviste che inneggiavano al nostro lavoro e alla riconfermata capacità degli scienziati italiani di competere alla pari a livello internazionale.  Ancora oggi, provo una strana inquietudine, ricordando quei giorni e quella sensazione di disorientamento e di fastidio per il succedersi vorticoso di avvenimenti assolutamente al di sopra di ogni mia possibilità di controllo, e per quella forte ”sovraesposizione”, tanto del nostro lavoro quanto delle nostre persone. Sebbene molto giovane e con poca esperienza del mondo della ricerca, mi rendevo perfettamente conto che quella situazione, lungi dall’offrirci una scorciatoia per il successo ed aprirci nuove prospettive per le nostre ricerche, ci stava piuttosto dirottando in un vicolo cieco. Un simile processo di “costruzione” dell’immagine pubblica di un ricercatore, ha due finalità immediate: da un lato isolare lo scienziato dalla comunità scientifica, usualmente molto moralista, che non perdona chi cerca (o quanto meno sembra cercare) scorciatoie alla normale dialettica, dall’altro legarlo proprio a quel potere che ne ha voluto esaltare l’immagine, rendendolo così manipolabile e facilmente controllabile.</p>
<p>Apparve subito chiaro che dietro all’esibizione mediatica, non c’era nessuna reale volontà di far proseguire le attività di ricerca. Mi pare di ricordare che l’ENEA stanziò 100 milioni di lire nel 1989 (7) e poi più nulla.</p>
<p>Alcuni colleghi che pure avevano partecipato ai nostri esperimenti, preferirono tornare alle proprie consuete attività, e molti altri, che al principio avevano mostrato interesse, si defilarono lasciando cadere i rapporti di collaborazione già in corso; a volte con signorile distacco, più spesso con risatine ironiche. Naturalmente questo atteggiamento ebbe come primo effetto quello di scoraggiare i giovani, sia nelle università che negli Enti di ricerca, più esposti ai ricatti della carriera, ad accostarsi a questo tipo di ricerca.</p>
<p>Ma per fortuna siamo in Italia dove l’inefficienza del sistema consente di trovare degli spazi in cui lavorare se si è disposti a farsi dimenticare.</p>
<p>Gli esperimenti erano difficili, scarsamente riproducibili, le teorie troppo complesse (8)…tranne una. Tre fisici italiani, Giuliano Preparata, Emilio Del Giudice e Tullio Bressani, avevano pubblicato nel maggio 1989 un articolo su una rivista scientifica in cui si davano le basi per una giustificazione teorica della fusione fredda. La spiegazione era quanto mai affascinante ma soprattutto la teoria apparteneva alla più pregiata e rara specie delle teorie fisiche: quelle in grado di fare previsioni! La teoria indicava la via da seguire agli sperimentali per poter riprodurre le condizioni in cui ottenere il fenomeno e risolvere la drammatica questione della scarsa riproducibilità che stava affossando questa ricerca e che neanche Fleischmann sembrava in grado di risolvere definitivamente.</p>
<p>Ci sono voluti circa 12 anni per giungere ad un esperimento che, seguendo le indicazioni di quella teoria, raffinata negli anni, ne confermava le previsioni. 12 anni di lavoro silenzioso, alla costante ricerca di finanziamenti, senza poter pubblicare per arricchire il curriculum perché, dopo il veto di Nature, nessuna rivista era più disposta ad accettare articoli sulla fusione fredda.  Ma anche 12 anni di grandi soddisfazioni, di studio, di successi sperimentali, di incontri con grandi scienziati e maestri, di entusiasmo. Cresciuti alla scuola illuministica della supremazia della ragione, io ed i miei amici eravamo convinti, come Galileo, che invitare i “nemici” a guardare nel cannocchiale le lune di Giove (9), avrebbe risolto ogni problema: la realizzazione di un esperimento che, secondo le regole condivise dalla comunità scientifica, mostrava la produzione di una quantità anomala di calore proprio nelle condizioni previste dalla teoria doveva essere la prova definitiva per essere riammessi nel corso ufficiale della scienza.</p>
<p>Ancora una volta non andò nel modo sperato. Benché l’esperimento, realizzato con la collaborazione diretta di Giuliano Preparata (10) ed Emilio del Giudice (11), ed il forte incoraggiamento dell’allora Presidente dell’ENEA, Carlo Rubbia, avesse prodotto i risultati sperati fummo, come nel Monopoli, invitati a ricominciare dal via. Ancora una volta il nostro lavoro fu ignorato e le riviste scientifiche interpellate, ben 5, cui proponemmo un articolo per la pubblicazione, lo respinsero rifiutando addirittura di motivare tale decisione(12).</p>
<p>In compenso, questa volta il sistema mostrò una insolita efficienza e la “nicchia” in cui era stato possibile continuare le ricerche fino a quel momento venne definitivamente chiusa (13).</p>
<p>È molto interessante analizzare le giustificazioni addotte da alcuni colleghi per rifiutare di prendere in considerazione la fusione fredda come reale. Uno stimato  collega fisico a cui avevo inviato il rapporto conclusivo dell’esperimento condotto all’ENEA mi ha risposto: “…non sentendomi   competente nel tuo campo non sono in grado di dare un giudizio  professionale sul tuo report. Con questo non sto emettendo giudizi, nè in un senso nè nell&#8217;altro. Mi pare, la mia, una ammissione di  incompetenza, non un atto di accusa”. Ma poi, in una conversazione pubblica scrive: “Non esiste una sola  pubblicazione in giro per il mondo che dimostra l&#8217;esistenza di fenomeni di FNF (Fusione Nucleare Fredda). Ho ripetutamente (e provocatoriamente) chiesto  a questo forum di indicarmene almeno una, ma non ho MAI ottenuto  risposta. LA FNF, sino ad ora, è una bella chimera”. Questo atteggiamento lascia supporre l’esistenza di un problema metodologico: un fenomeno fisico esiste solo se se ne parla sulle riviste “autorevoli”, il parere ed il convincimento personale, anche di uno stimato professionista, passano in secondo piano di fronte al principio di autorità. Ecco che ritorna il problema dell’”esperto”. Non è più però soltanto un problema metodologico ma diventa strategico se poi, lo stesso fisico afferma: “Capisci quindi la mia posizione, che è semplicemente quella di cercare  di impedire che finanziamenti ingenti vengano dirottati verso ricerche che non hanno (ancora, potrei aggiungere) mostrato di poter portare a risultati tangibili. Le &#8220;teorie&#8221; (Preparata,…) che sottendono a queste ricerche sono, per quanto ne so, semplicemente non compatibili con il corpus del sapere attuale. In assenza di teorie, e in assenza di esperimenti che, non da me, ma dagli esperti del settore siano giudicati convincenti, che altro si dovrebbe fare?”.  Alcune riviste hanno rifiutato la pubblicazione del nostro rapporto perché hanno sostenuto di non conoscere alcun “esperto del settore”.  Un nuovo settore della fisica perciò, in quanto tale non può aspirare a finanziamenti se prima non viene costituita una categoria di “esperti del settore”. In assenza di finanziamenti non si possono produrre prove convincenti che diano credibilità al settore, invoglino nuovi scienziati a partecipare alle ricerche, producano letteratura scientifica ed, in ultima battuta “esperti di settore”.</p>
<p>Ma siamo davvero sicuri che il progresso della scienza avvenga grazie agli “esperti”? Un grande matematico e filosofo della scienza, Jules-Henry Poincarè (morto nel 1921) scriveva: “Via via che la scienza si sviluppa, diventa sempre più difficile averne una visione complessiva; si cerca allora di dividerla in tanti pezzi e di accontentarsi di un pezzo solo; in una parola ci si specializza. Continuare in questa direzione sarebbe di grave ostacolo ai progressi della scienza. Lo abbiamo detto: sono le connessioni inattese fra diversi domini scientifici che rendono possibili tali progressi”.</p>
<p>La possibilità di produrre energia a basso costo, la realizzazione di tecnologie “leggere” e distribuite sono argomenti che catturano l’attenzione e fanno nascere grandi speranze ma stimolano anche la grande inquietudine dello sfruttamento ad uso “non pacifico” della nuova fonte energetica. Interessi oscuri possono aver lavorato per creare un clima ostile alla fusione fredda, ma la realtà non è un romanzo giallo e non ha il dovere della verosimiglianza, dunque occorre considerare, tra le altre, anche l’ipotesi che la fusione fredda sia stata ignorata semplicemente per “sciatteria intellettuale”. L’eccessiva parcellizzazione della scienza e la paura delle “connessioni inattese” possono aver permesso che interessi tutti estranei alla scienza frenassero il processo della conoscenza perché gli scienziati non sono più in grado di rispondere come una comunità ma solo come un insieme non coerente di esperti. Come sosteneva quel fisico citato, forse davvero la comunità scientifica ha ignorato la nuova scoperta perché non ne ha trovato traccia sulle riviste “rispettabili” le quali non hanno accettato di pubblicare i lavori perché non hanno trovato esperti in grado di giudicarli. Le istituzioni non hanno finanziato le ricerche perché la scarsità dei finanziamenti attribuiti alla ricerca (non solo in Italia) suggerisce di potenziare le attività suscettibili di avere una applicazione industriale in tempi brevi o, come la ricerca sulle alte energie o la fusione termonucleare controllata, di mettere in moto  grandi capitali per la realizzazione delle infrastrutture necessarie agli esperimenti.</p>
<p>Forse davvero non esiste un “complotto” nel senso che non esiste una “volontà” di estromettere la fusione fredda dal panorama della scienza, tuttavia la scienza è oggi organizzata nel suo interno da leggi che tendono ad espellere come estranee le innovazioni troppo “sconvolgenti”. Gli scienziati che occupano le posizioni più rappresentative, dirigenti di ricerca, professori universitari, presidenti di enti scientifici, non obbediscono agli ordini di un “grande vecchio” ed operano nella piena autonomia delle proprie convinzioni, tuttavia soltanto coloro che per convinzione o convenienza concordano con le finalità del sistema possono aspirare a ricoprirne le posizioni dirigenziali, e questo semplicemente a causa di  un processo naturale di selezione che peraltro non è limitato soltanto al mondo della scienza (14).</p>
<p>Ma se così fosse la scienza moderna sarebbe davvero giunta al suo crepuscolo, come è accaduto altre volte nel corso della storia, quando la creatività e l’innovazione hanno dovuto uscire dalle “accademie” per svilupparsi e dare i loro frutti.</p>
<p>Note</p>
<p>(1) La fusione è letteralmente la fusione di due atomi leggeri, usualmente due isotopi (nuclei contenenti un diverso numero di neutroni) dell’idrogeno, l’elemento più leggero in natura. La reazione genera enormi quantità di energia ed è alla base del processo utilizzato nel Sole e nelle bombe termonucleari.</p>
<p>(2) La sua lunga esperienza con l’elettrochimica di questi materiali lo aveva portato a formulare l’ipotesi che l’immagazzinamento del  deuterio nel reticolo del Palladio potesse dare luogo, in condizioni particolari, a reazioni di fusione.</p>
<p>(3) La fissione è un processo fisico in cui il nucleo di un atomo di grandi dimensioni si scinde in due nuclei più piccoli liberando energia. Il processo che avviene è simile a quello della scissione di una grossa goccia d’acqua in due goccioline più piccole.</p>
<p>(4) La fisica delle alte energie è la branca della fisica che studia le reazioni che avvengono tra particelle elementari di dimensioni atomiche o subatomiche. Poiché molte particelle elementari non si trovano libere in natura esse sono prodotte negli urti ad alta energia (da cui il nome) tra particelle più grandi che avvengono nei grandi acceleratori di particelle come, ad esempio, quello del CERN.</p>
<p>(5) Albert Einstein ha scritto: “L’uomo per il quale non è più familiare il sentimento del mistero, che ha perso la facoltà di meravigliarsi davanti alla creazione, è come un uomo morto, i suoi occhi sono spenti”.</p>
<p>(6) La criogenia è la branca della fisica che si occupa della produzione delle basse temperature (fino a circa 273 gradi centigradi sotto lo zero)  e dei fenomeni fisici che avvengono in quelle condizioni estreme.</p>
<p>(7) Quel denaro fu utilizzato, quasi interamente, per acquistare uno strumento più sofisticato di quelli a nostra disposizione, utile nella misura di eventuali radiazioni nucleari emesse nella reazione.</p>
<p>(8) Il rasoio di Ockham impone di scegliere, tra le molteplici cause, quella che spiega in modo più semplice l&#8217;evento.</p>
<p>(9) Episodio narrato nella “Vita di Galileo” di Bertold Brecht, nel quale Galileo invita il filosofo ed il matematico inviati dalla corte medicea per valutare il suo lavoro, a guardare nel cannocchiale per rendersi conto di persona della realtà delle sue affermazioni e ne riceve invece un rifiuto con la motivazione che “un occhiale che mostra cose poco probabili, non può che essere un occhiale poco attendibile”.</p>
<p>(10) Giuliano Preparata non assistette al completamento dell’esperimento perché venne a mancare prematuramente nell’Aprile del 2000 quando l’attività di laboratorio era nel pieno dell’esecuzione.</p>
<p>(11) Tullio Bressani smise di occuparsi di fusione fredda dopo alcuni anni dalla pubblicazione dell’articolo citato e Franco Scaramuzzi non aveva voluto seguirci in quella nuova impresa ma ne perseguiva una sua indipendente.</p>
<p>(12) Quando un articolo scientifico viene inviato ad una rivista per la pubblicazione, il responsabile scientifico della rivista individua due o tre scienziati a cui chiedere un parere sulla validità del lavoro presentato.  Il parere espresso sarà vincolante per l’accettazione del lavoro e la sua pubblicazione. Nel nostro caso alcuni responsabili si sono rifiutati di chiedere alcun parere ed hanno respinto il lavoro, altri lo hanno respinto pur riconoscendo la non validità delle obiezioni mosse dagli scienziati interpellati, altri ancora hanno sostenuto di non aver trovato nessuno che accettasse di dare un parere sul lavoro.</p>
<p>(13) Non ottenemmo mai da Rubbia, ne da alcuno, spiegazioni sul perché la nostra attività venne chiusa dall’ENEA.</p>
<p>(14) “Pares cum paribus facillime congregantur”: I simili si accompagnano molto più facilmente con i loro simili.(Cicerone, Cato Maior de Senectute, III.7 )&#8230;</p>
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		<title>Scie chimiche? Qualche riscontro scientifico!</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 09:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nikola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[interviste, riprese e montaggio: Nikola Duper
Parla Giorgio Pattera, biologo e responsabile scientifico del C.U.N.
Si ringrazia Centro ufologico nazionale per aver concesso le interviste ai partecipanti del convegno.
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Documenti da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em><strong>interviste, riprese e montaggio: Nikola Duper</strong></em></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Parla Giorgio Pattera, biologo e responsabile scientifico del C.U.N.</strong></p>
<p style="text-align: left;">Si ringrazia <a href="http://cun-italia.net//" target="_blank">Centro ufologico nazionale</a> per aver concesso le interviste ai partecipanti del convegno.<span id="more-187"></span></p>
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<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.duper.org/sito/files/BAMBAGIA_SILICEA_non proprio.pdf">Bambagia siliciea? Non proprio</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.duper.org/sito/files/Analisi_filamenti_Nov_2008.pdf">Analisi dei filamenti</a></p>
<p style="text-align: center;">Il sito del dott. Pattera:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.galileoparma.it/" target="_blank">Galileo &#8211; Centro culturale di ricerche esobiologiche</a></p>
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