Šcec, riduzione del prezzo

Pubblicato il March 14th, 2009 in Blog TV, Economia da Nikola

intervista, riprese e montaggio di Nikola Duper

Parla Pierluigi Paoletti, Analista finanziario e Presidente dell’Arcipelago Šcec

si ringrazia Nexus per aver concesso le interviste ai partecipanti del convegno.

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Testamento biologico e libertà di scelta

Pubblicato il March 10th, 2009 in Blog TV, Politica da Nikola

intervista, riprese e montaggio: Nikola Duper

Parla prof. Paolo Zatti, ordinario di Istituzioni di diritto privato all’Università di Padova

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La tendopoli di Sacramento: La seconda grande depressione?

Pubblicato il March 9th, 2009 in Economia, Politica da Nikola

di Nikola Duper

La sera del 7 marzo facevo il consueto giro informativo presso i vari siti internazionali, tra i quali anche alcuni croati. Nella prima pagina di uno dei maggiori quotidiani croati, Vecernji List, vedo una notizia, con tanto di foto, che mi lascia davvero a bocca aperta. Si parla di una tendopoli, in periferia di Sacramento, nella ricca California. L’articolo racconta che ci sono già circa 1200 persone, rimaste senza nulla a causa della crisi economica, e che l’affluenza giornaliera è di circa 50 persone.

Politica. Più che mai indispensabile e più che mai ripudiata

Pubblicato il March 6th, 2009 in Politica da Nikola

di Nikola Duper

Vi confesso che da un po’ di tempo mi sono impegnato con una lista civica nazionale, Per il bene comune, forse perché quando percepisci che la battaglia sta per essere perduta è ora che si “armino” anche coloro che, per definizione o per scelta, non sarebbero dei soldati.

La Francia ci sta rifilando il secondo “pacco”: il nucleare EPR

Pubblicato il February 26th, 2009 in Ambientalismo, Economia, Politica da Nikola

di Michele Boato – Ecoistituto Italia

Dopo la Tav, di gran lunga meno efficiente dell’italiano Pendolino, la Francia ci sta rifilando il secondo “pacco”: il nucleare EPR

Berlusconi ha firmato con Sarkozy un’intesa pesantissima sia dal punto di vista economico che ambientale, con l’assurda idea di un ritorno al nucleare in Italia, proprio all’indomani del voto del suo definitivo abbandono anche negli Stati Uniti:

Attualmente sono ancora in costruzione le prime 2 centrali nucleari EPR una in Finlandia, dove i costi sono schizzati dai 3 miliardi di euro preventivati a 5,5 miliardi, con 38 mesi di ritardo nei lavori, ed una in Francia, dove la centrale di Flamandville (con partecipazione ENEL) ha subìto ripetute interruzioni per la scarsa qualità nei lavori.

Ci raccontano che, grazie alla tecnologia EPR, il volume delle scorie radioattive (uno dei problemi irrisolti del nucleare) si dovrebbe ridurre del 30%. Ma non si precisa che le scorie prodotte da queste centrali sono molto più radioattive di quelle degli impianti classici, e pongono insormontabili problemi tecnici per il loro smaltimento, come risulta dal rapporto 2008 dell’azienda di trattamento delle scorie radioattive, la finlandese Posiva.

Naturalmente saranno i cittadini a sostenerne i costi economici ed ambientali.

Ci si chiede: cosa aspetta il governo italiano, invece di continuare a sperperare denaro pubblico in tecnologie obsolete e pericolose, ad imboccare la via dell’efficienza e delle energie rinnovabili?

Le macerie invisibili

Pubblicato il February 18th, 2009 in Opinioni da Nikola

di Nikola Duper

Si sa, le guerre lasciano le macerie. E dopo le macerie arriva la reazione. La voglia di ricostruire. Il desiderio di riscatto. Tra le mille difficoltà l’essere umano tira fuori il meglio di sé, si rimbocca le maniche e costruisce un nuovo paese, una nuova città, una nuova casa. E come se fosse un nuovo inizio, un paese che nasce di nuovo o nasce per la prima volta. Hai una tavola bianca tutta da riscrivere.

Sono nato nel 1961, in un altro paese, e quindi non ricordo l’immediato dopo guerra ma ricordo bene quella scia di entusiasmo di un paese che stava crescendo.

Da ormai molti anni vivo in Italia ma il concetto di sviluppo e di crescita non è molto diverso. Ho potuto osservare e in qualche modo anche partecipare a questa evoluzione, o presunta tale.

Da diversi anni però qualcosa di strano sta succedendo. Sembra sia subentrata una specie di declino. Un declino pesante, politico, morale, etico, economico, spirituale. Osservo intorno a me l’accumularsi di macerie, questa volta invisibili però forse ancora più pesanti, ancora più difficili da sopportare. E la reazione? Mi pare confusa, frastagliata, faziosa, interessata, egoista.

Che tipo di svolta potranno dare le macerie invisibili? Forse la tavola questa volta non è più bianca ed è difficile riscriverla in mezzo alle macchie e la sporcizia.

Alla fine, rileggendo ciò che ho scritto, sembra quasi la parabola di una vita. Forse, arrivati a un certo punto, così come nella natura, è necessario rinascere per poter trovare di nuovo la tavola bianca.

Rinascere, a prescindere da cosa questo significhi.

2012 e dintorni

Pubblicato il October 17th, 2008 in Opinioni da Nikola

di Nikola Duper

Man mano come ci avviciniamo al fatidico anno, e alla fatidica data del 21 dicembre, si moltiplicano gli articoli, le conferenze, i siti internet, i libri, le trasmissioni televisive, i dibattiti ecc su questo affascinante tema. Che cosa succederà? O che cosa non succederà? I poli si invertiranno? La rotazione della Terra si fermerà per poi riprendere in senso inverso? Ci sarà una catastrofe? Crollerà il sistema capitalista? Ci sarà una svolta spirituale e il mondo sarà pieno di vari Gesù, Buddha, Maometto, Krishna, Mosè che predicheranno ai propri simili, maestri anche loro, tutti grandi maestri, nessuno escluso?
Abbiamo già aspettato il decimo pianeta, l’arrivo degli alieni, l’arrivo del nuovo Messia è sempre attuale, l’età del Acquario è forse già iniziata. E mentre aspettiamo, in questo momento il 2012, intanto continuiamo a vivere la nostra vita incoerente: inquiniamo, consumiamo, offendiamo, insultiamo, manchiamo di rispetto, desideriamo l’impossibile, disprezziamo i piccoli tesori che abbiamo già, non condividiamo, viviamo il nostro piccolo mondo egoista, non rispettiamo la Madre Terra ecc ecc, continuate pure l’elenco, io l’ho abbreviato per motivi di spazio.

L’intervista ad Eugenio Benetazzo

Pubblicato il October 16th, 2008 in Economia da Nikola

di Giovanna Canzano

Sei descritto come primo ed unico predicatore finanziario in Italia, e, naturalmente avevi avvisato in anticipo che si poteva ripetere un crash finanziario sui mercati azionari e valutari simile a quello avvenuto nel 1929: in America quanto ha influito il problema dei mutui e come?

In realtà la crisi dei subprime rappresenta una conseguenza e non un fattore scatenante: ci troviamo infatti innanzi alla fase terminale del turbocapitalismo (volgarmente conosciuto con il termine di globalizzazione). Questa fase terminale è causata dalla convergenza di quattro macrotematiche strutturali fra di loro separate, ma al tempo stesso contigue: la politica sociale per le garanzie ipotecarie sui mutui, le delocalizzazioni selvagge del WTO, l’utilizzo dei processi di titolarizzazione bancaria per aumentare a dismisura la capacità ed erogazione di debiti da parte degli istituti di credito ed infine la fuorviante politica monetaria statunitense che in due epoche temporali troppo ristrette è passata da una fase espansiva ad una restrittiva creando i presupposti per una incontrollata “tonnara sociale”.

Gorbaciov: siamo al declino dell’impero americano

Pubblicato il October 13th, 2008 in Economia, Politica da Nikola

di Giulietto Chiesa, Megachip – da la Stampa
Mikhail Gorbaciov guarda sfilare, sugli schermi della CNN, le cifre della catastrofe finanziaria americana che dilaga nelle borse di tutto il mondo. Non e’ roba allegra, ma lui non riesce a trattenere un sogghigno. “Questo non potranno dire che e’ colpa del comunismo…., o della Russia. Questo se lo sono creato da soli, con le loro mani. Il prestigio degli Stati Uniti ne esce demolito, e anche il modello economico e sociale che hanno imposto al mondo intero con la loro globalizzazione selvaggia”

Once we were bankers

Pubblicato il September 19th, 2008 in Economia da Nikola

di Eugenio Benetazzo

Once we were bankers, cioè una volta eravamo banchieri, così si presenteranno tra dieci anni davanti ad una pinta di birra in un qualche squallido pub di alcolizzati, molti consiglieri di amministrazione di istituti di credito e di banche d’affari che sono destinati a fallire nei prossimi trimestri. Ormai le prime pagine dei giornali si sprecano con titoli sempre più drammatici del tipo siamo innanzi ad un altro 29, i mercati collassano come nel 29, panico in borsa come nel 29 e così via ricalcando su questo stile. E pensare che quando due anni fa scrissi prima, Duri e Puri: Aspettando un nuovo 1929, e successivamente, Best Before: Preparati al peggio, venni letteralmente bannato come un ridicolo catastrofista e censurato da quasi tutti i forum finanziari per il pessimismo ostentato.

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